Balduzzi, ecco come riorganizzeremo e riqualificheremo la sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 21/06/2012 18:21

Al ministro della Sanita' Renato Balduzzi non piace che si usi la parola 'tagli' a proposito della ripartizione alle Regioni del fondo socio-sanitario nazionale, ma di riorganizzazione e riqualificazione dei servizi. ''Tagli e' una parola grossa - ha detto il ministro a margine del convegno nazionale sul programma ''Guadagnare salute'' che si e' aperto oggi a Venezia -. L'invito che dobbiamo fare a tutti e a noi stessi e' quello di riorganizzare e riqualificare il servizio cercando di contenere i costi che possono essere contenuti, soprattutto stando dentro una capacita' di spesa che sia basata su esigenze di economicita'ed efficienza''.

Un concetto su cui il ministro ha insistito anche di fronte ad una domanda sulla riduzione e il 'taglio'' agli e degli ospedali territoriali contenuto nel Piano socio-sanitario approvato dalla Regione Veneto. ''I tagli li fa il chirurgo - ha replicato secco Balduzzi -. Nelle operazioni di organizzazione della sanita' pubblica invece si tratta di ristrutturazioni e riqualificazioni. Non c'e' da tagliare niente, perche' se un ospedale non ha una dimensione e delle caratteristiche per cui puo' produrre salute - ha sottolineato il ministro - non e' che si taglia ma si riorganizza il sistema della rete: lo si riconvertira', quell'ospedale fara' qualche altra cosa, per esempio non sara' piu' per malati acuti ma avra' altre funzioni'' Insomma, ha detto il ministro rivolto ai giornalisti, ''provate a non usare piu' la parola tagli''. Per il ministro della Sanita' resta ancora molto da fare sul terreno della prevenzione e della promozione di corretti stili di vita che permettono, appunto, di 'guadagnare salute': ''C'e' molto da fare sotto il profilo culturale e questo lo si puo' fare senza spendere molto, basta fare le opportune alleanze'', ha osservato Balduzzi che dal programma ''Guadagnare salute'' si aspetta moltissimo. ''L'obiettivo complessivo - ha spiegato - e' quello di valorizzare tutta la prevenzione, primaria, secondaria e terziaria, quindi i fattori di rischio: cio' che puo' prevenire l'insorgere della malattia e come non aggravarla una volta che sia insorta. Per fare questo - ha concluso il ministro - ci vuole una grande consapevolezza culturale e tante buone alleanze tra salute e scuola, salute e citta', salute e attivita' sportive''.

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