Generici, un medico su tre non informa sull’equivalente. E’ polemica tra ministero e Fimmg sulla non sostituibilità. Milillo: da parte nostra nessun eccesso

Redazione DottNet | 22/06/2012 07:48

Quasi 1 medico su 3 (29%) non informa il paziente dell'esistenza del generico del prodotto che viene prescritto. Mentre 1 farmacista su 4 non informa della disponibilità' del generico quando la ricetta non riporta la dicitura non sostituibile. E' quanto emerge da un'indagine realizzata da Federconsumatori sulla conoscenza e l'utilizzo dei farmaci generici da parte del cittadino, presentata questa mattina al IV Convegno di Assogenerici. Dallo studio viene fuori che l'88% degli italiani ha acquistato almeno un farmaco negli ultimi tre mesi.

Dai dati, inoltre, emerge che il 56% degli italiani si dice ben informato sui generici: il 38% afferma di conoscerli 'a grandi linee' e il 6% di non sapere cosa siano. Nel 38% dei casi le informazioni relative ai medicinali equivalenti viene dal medico di famiglia, nel 28% dal farmacista e nel 5% da internet. E intanto monta la polemica sull’uso dei generici: "Sono certo che i medici potranno rivedere alcuni eccessi e prese di posizione" in merito alla normativa sui farmaci generici contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni”, affermaClaudio De Giuli, consigliere del ministro della Salute.In tal senso De Giuli ha auspicato che almeno per quanto riguarda "le prescrizioni di pazienti mai trattati con un determinato farmaco, i medici potrebbero prescrivere il farmaco senza laclausola di non sostituibilità". Spero, ha concluso il consigliere del ministro, "che si possa raggiungere questo obiettivo senza ricorrere a ulteriori provvedimenti di legge". In Italia vi èun ''forte sottodimensionamento della quota del mercato dei generici rispetto all'Europa e al mercato statunitense – aggiunge De Giuli -. Il nostro Paese si trova in una situazione di retroguardia, nonostante i numerosi interventi fatti a livello legislativo dagli anni novanta proprio sui generici''. In ogni caso, ha proseguito il consigliere del ministro, "rimarrei perplesso se nei prossimi mesi si dimostrasse che il decreto liberalizzazioni ha portato una minor crescita dei farmaci generici rispetto a prima".Pronta e piccata la risposta del segretario Generale della Fimmg, Giacomo Milillo: ''Non conosco De Giuli, ma le sue sono le considerazioni di un amministratore, non di un medico.Da parte nostra evidentemente non c'ènessun eccesso, tutto questo mi sembra una posizione pregiudiziale e politica''. ''A mio avviso - aggiunge Milillo - la non sostituibilitàdovrebbe riguardare il 70% delleprescrizioni, mentre in realtàforse siamo arrivati al 20%, dunque non vedo dove sta il problema''. Quanto alla proposta di De Giuli di omettere la non sostituibilitàalmeno nel caso di pazienti a cui èprescritto quel farmaco per la prima volta, il leader dei medici di famiglia spiega: ''La non sostituibilità si puòomettere in moltissimi casi ma non èdetto sia possibile farla diventare una regola, perchéci possono essere limitazioni di natura diversa che impediscono la sostituibilità''.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato