Scontrino costi delle cure in Lombardia, il ministro Balduzzi chiede il parere del Comitato di Bioetica

Redazione DottNet | 24/06/2012 10:15

Il parere del Comitato nazionale di Bioetica (Cnb) in merito alla nuova normativa della Regione Lombardia, in vigore dal primo marzo, in base alla quale gli ospedali lombardi, all'atto di dimettere un paziente, devono riportare nel dettaglio quanto sono costate le prestazioni che il malato ha ricevuto, indicando qual è la quota a carico del cittadino e quale quella a carico della comunità. A chiedere la pronuncia dell'organo consultivo e' stato il ministro della salute Renato Balduzzi, mentre il Tribunale dei diritti del malato plaude all'iniziativa del ministro sottolineando come questa sorta di 'scontrino' delle cure possa rappresentare un aggravio psicologico per alcune categorie di malati.

 Il provvedimento regionale è finalizzato ad una maggiore "trasparenza e corresponsabilità". Tuttavia, si porrebbero dei problemi bioetici legati all'effetto psicologico che potrebbe avere sui malati la conoscenza dettagliata del costo per la comunità delle prestazioni sanitarie ricevute. Ha "fatto bene il ministro a richiedere il parere del Cnb'', ha commentato il vicepresidente del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva Giuseppe Scaramuzza, sottolineando che questa sorta di 'scontrino' delle cure non può essere estesa a tutte le tipologie di malati. "In linea di principio, al fine di responsabilizzare i cittadini - commenta Scaramuzza - questa norma regionale potrebbe essere condivisibile. Tuttavia esistono delle eccezioni come, ad esempio, nel caso di pazienti oncologici o affetti da patologie croniche". Questi pazienti infatti, rileva, "possono anche 'costare' notevolmente alla comunità, ma il fatto che tale informazione sia esplicitata potrebbe avere delle ricadute psicologiche pesanti sui pazienti stessi, che potrebbero sentirsi dei 'pesi' per la comunità". Il "punto vero, è un altro: i sistemi sanitari regionali - afferma il responsabile Tdm - non possono essere ridotti ad una mera questione di finanziamenti e bilanci. Piuttosto - conclude - nella necessaria ottica del risparmio, si incentivi la lotta agli sprechi ed alla corruzione in sanità". Intanto, il vicepresidente del Cnb Lotrenzo D'Avack conferma la richiesta del parere (insieme ad un altro sul ruolo dei comitati etici) da parte del ministro e fa sapere che il Comitato esaminerà "con attenzione i due quesiti posti dal ministro già nella prossima riunione plenaria di luglio".

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