Sempre più italiani si affidano al web per la propria salute. Fimmg: molti i casi di malati immaginari dipendenti della rete

Redazione DottNet | 24/06/2012 10:17

Per ora solo un' Azienda sanitaria pubblica su tre punta sul web per promuovere salute e sani stili di vita ma sempre più Asl e Ospedali considerano strategica la scelta di affidarsi alla Rete per fare prevenzione, cenerentola nella classifica delle voci di spesa del nostro SSN ma determinante per la nostra aspettativa di vita e per alleggerire il peso economico di cure e ricoveri. I numeri sono stati presentati a "Web 2.0 e salute", il workshop promosso il 22 giugno a Venezia da Fiaso (Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere) nell'ambito del progetto interministeriale "Guadagnare Salute".

Che anche in Italia Internet sia oramai un canale strategico per entrare in contatto con i sempre più numerosi internauti alla ricerca di informazioni su salute e benessere lo conferma anche l'indagine della London School of Economics, che ha monitorato le abitudini di navigazione on line di 12 Paesi tra i quali l'Italia. I risultati sono sorprendenti: l'81% degli italiani si affida oramai al Web per informarsi sul proprio stato di salute e, nello specifico, il 65% per la ricerca di farmaci mentre ben il 47% ricorre alla Rete per effettuare autodiagnosi. Oltre a siti ufficiali e blog ora il 13% ricorre a Facebook e ad altri social network per commenti e domande che una volta si rivolgevano solo al medico di fiducia. Le ricerche, come quella del sindacato dei medici di famiglia (FIMMG), dicono che il 22% degli assistiti soffre di "web-dipendenza" che ne fa dei veri e propri malati immaginari. Ma la Rete può essere anche un prezioso alleato della sanità pubblica, come dimostra il lavoro portato avanti da oltre due anni dal Laboratorio FIASO "Comunicazione e promozione della salute" coordinato dal Vice Presidente Walter Locatelli, che ha analizzato decine e decine di progetti per la promozione "on-line" di salute e benessere. Un lavoro che consentirà di mettere appunto "in Rete" le esperienze più interessanti e replicabili anche in altri contesti. Una commissione di esperti ha intanto menzionato due progetti in particolare. Uno viene dal Sud, dalla Asl Bt di Barletta, Andria e Trani. Il secondo progetto menzionato da FIASO viene dalla Asl di Bergamo e riguarda l'utilizzo di Facebook per la prevenzione dell'Hiv tra gli adolescenti.

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