Biosimilari, mercato da 25 miliardi di dollari nel 2020. Assogenerici: intervenire sulle procedure d’acquisto

Redazione DottNet | 24/06/2012 10:37

Il mercato dei farmaci biosimilari nel 2011 valeva circa 600 milioni di dollari ma nel 2020 potrebbe valere fino a 25 miliardi di dollari. Lo spiega, intervenendo al IV Convegno organizzato da Assogenerici a Roma, Antonio Iervolino, dell'Ims Consulting Group. ''Parliamo ancora di un mercato di nicchia, meno dell'1% dei farmaci generici - spiega l'esperto - ma nei prossimi anni ci dovrebbe essere una crescita importante, legata soprattutto al ruolo degli Stati Uniti, che si sono affacciati solo quest'anno a questo mercato, ma anche ad una nuova generazione di farmaci biosimilari''.

 In ogni caso, precisa Iervolino, ''non sarebbe equo confrontare i biosimilari con i generici, perché' parliamo di due classe di farmaci che hanno un quadro regolatorio e dinamiche prescrittive differenti''.“Occorre però intervenire sulle procedure d'acquisto facendo in modo che i biosimilari possano competere direttamente con gli originators di riferimento, dal momento che la loro equivalenza terapeutica è dimostrata in termini di efficacia e sicurezza, come confermato al di la' di ogni dubbio dal direttore dell'Aifa, Luca Pani, in totale consonanza con la European Medicines Agency (EMA)”, incalza Francesco Colantuoni, vicepresidente di AssoGenerici. "Un intervento - prosegue Colantuoni - mi sembra urgente, anche in considerazione dei dati emersi dalla spending review operata dal Governo. Per l'eritropoetina, ad esempio, le differenze del prezzo di acquisto tra una Regione e l'altra variano fino al 365%: è una disparità, uno spreco che il Servizio sanitario non può più permettersi". In tal senso il vicepresidente di Assogenerici evidenzia che gli operatori del settore hanno "grandi aspettative e nutrono fiducia nel ruolo che l'Agenzia Italiana del Farmaco avrà in questo aspetto strategico".

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