Medici specialisti ’82-’91: il tribunale di Venezia rimborsa 2,5 milioni di euro. Lo Stato verso la transazione? Ma solo per chi ha già aderito ad una causa

Consulcesi Informa | 25/06/2012 16:06

Terza sentenza favorevole in favore dei camici bianchi associati Consulcesi nel giro di due settimane. Se non si attua una soluzione forfettaria il Governo italiano dovrà rimborsare una somma enorme per tutti i medici ancora in attesa di una decisione. La transazione sembra una valida soluzione, ma varrà solo per coloro che avranno già aderito a una causa di rimborso.

Ai medici che hanno frequentato le scuole di specialità tra il 1982 e il 1991 senza ricevere la borsa di studio prevista andranno 2,5 milioni di euro di rimborso, a ulteriore conferma che il diritto non è prescritto. Lo ha stabilito il Tribunale di Venezia con la sentenza n. 759/2012 dell’8 maggio. Si tratta della terza vittoria in poco più di un mese per i professionisti sanitari associati Consulcesi, che hanno fatto ricorso di fronte alla giustizia per ottenere quanto loro dovuto secondo le normative europee, cui lo Stato italiano si è adeguato con grande ritardo.

In totale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri competenti sono stati costretti a sborsare quasi 60 milioni di euro a fronte di quest’ultima sentenza e delle due precedenti (Corte di Appello di Roma, sentenza n. 2286/2012 del 30 aprile e Tribunale di Roma, sentenza n. 8427/2012 del 26 aprile), tutte immediatamente esecutive.

 

Oggi lo Stato italiano si trova dunque costretto a fare i conti con il rischio di dover restituire somme ingenti ad ancora 120 mila medici, tutti in diritto di ricevere un’adeguata remunerazione per gli anni di scuola di specializzazione. L’unica alternativa è scegliere la via della transazione, proposta in Parlamento dal Senatore Stefano De Lillo con il ddl n. 2786 del 16 giugno 2011, per risolvere in modo definitivo la questione. La discussione del ddl è stata calendarizzata in Commissione Sanità, relatore il Senatore Paolo Barelli.

La proposta di De Lillo prevede un rimborso forfetario di 20 mila euro a testa per ogni anno di corso, senza interessi né rivalutazione delle somme, in favore esclusivamente dei medici che si sono già rivolti alla legge per ottenere quanto loro dovuto.

L’Onorevole, già lo scorso anno, aveva presentato al Senato della Repubblica questo ddl per sanare una volta per tutte l’annoso contenzioso circa le borse di studio, su stimolo dell’Associazione Consulcesi, che rappresenta oltre 30 mila medici provenienti da tutta Italia e da anni sostiene i diritti e le rivendicazioni di studenti e professionisti dell'area medico-sanitaria.

La condizione essenziale per poter accedere a questi rimborsi forfettari, nel caso lo Stato italiano decidesse di intraprendere tale via, è aver già aderito a una causa. Come spiega il Presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella: «questo discrimine significa che tutti coloro che sono interessati direttamente alla vicenda dovrebbero attivarsi in tempi rapidi. Per evitare che la mancanza di informazione sul tema tagli fuori qualcuno degli aventi diritto stiamo profondendo tutto il nostro impegno per diffondere il più possibile la notizia presso i professionisti della sanità e mettiamo a disposizione gratuitamente i nostri consulenti legali per fornire tutti i dettagli necessari. Siamo ormai giunti a un momento decisivo:  le continue vittorie risarcitorie sono  un evento positivo, e confermano quello che abbiamo sempre sostenuto, vale a dire che il diritto dei medici non è ancora prescritto, ma se non si aderisce in tempo alle cause si rischia di non ottenere quanto dovuto».

Consulcesi, che ha rimborsato, a oggi, con sentenze favorevoli nei tribunali di tutta Italia oltre 207 milioni di euro, offre un servizio di consulenza informativa gratuita ai medici all’800.122.777.

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