Territorio senza dolore, il progetto presentato in Campidoglio

Redazione DottNet | 26/06/2012 17:35

Sono stati presentati in Campidoglio, il Progetto e la Campagna di informazione ''Ospedale e territorio senza dolore'', iniziativa promossa dall'associazione «Opera Wojtyla» che coinvolgerà parrocchiee consultori di ogni Municipio con l'obiettivo difar conoscere la normativa che assicural'accesso alle cure palliative. Ogni anno il dolore cronico costa all'economia nazionale 3 milioni di ore lavorative, con un forte impatto sociale e sulla spesa sanitaria. Nel solo territorio di Roma sono circa 722.mila persone con dolore cronico non oncologico (26%della popolazione residente).

Il dolore cronico, dal mal di schiena all’artrosi, prende di mira soprattutto le donne (56%), con una media di età di 50 anni. C’è una legge, in Italia, la 38 del 9 marzo 2010, innovativa e all’avanguardia, che tutela e garantisce a tutti l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Ed è  in quest’ottica che nasce il progetto, presentato e supportato da Roma Capitale in collaborazione con la Fondazione ISAL: promuovere il superamento del pregiudizio sull'utilizzazione dei farmaci per il trattamento del dolore, di far conoscere ai cittadini di Roma i principi della Legge n. 38/2010 (''Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore''), di orientare e aiutare i pazienti o i loro familiare ad accedere ai servizi della rete territoriale della Regione Lazio per la terapia del dolore cronico, attraverso un'informazione capillare.“Il problema è che questa legge non la conosce nessuno”, diceRosanna Cerbo, medico e segretario generale dell’ Opera Karol Wojtyla, che lancia il progetto «Umanizzazione degli ospedali» patrocinato dal ministero della Salute.Pertanto il progetto dell'Opera Karol Wojtyla ha previsto anche una campagna informativa che si svolgeràdal 29 settembre al 13 ottobre 2012 nel territorio della cittàdi Roma e in tutti i suoi municipi, nell'ambito dell'iniziativa nazionale ''Cento cittàcontro il dolore''.La Regione Lazio è, infatti,  tra le prime regioni che hanno decretato un piano per la terapia del dolore, come previsto dalla Legge 38, con organizzazione dell'offerta assistenziale nel territorio che ne garantisca l'equità di accesso. L’associazione dedicata aPapa Wojtyla, nata lo scorso anno, “ha il compito – precisa Cerbo - di portare in tutto il mondo i principi della terapia del dolore condivisi da ebraismo, islam e cattolicesimo”. “In quest’ambito - prosegue - i principi delle tre grandi religioni monoteiste coincidono perfettamente: sìalla terapia con oppiacei, anche a costo di abbassare il livello della coscienza e la durata della vita, noall’accanimento terapeutico, e no all’eutanasia attiva”. “L’Organizzazione mondiale della sanità - aggiungela segretaria generale dell’Opera Wojtyla - considera gli oppiacei nella terapia del dolore uno dei parametri per valutare il grado di civiltà di un Paese. L’Italia ne consuma pochissimi. Ma il diritto a non soffrire inutilmente esiste, e noi vogliamo far conoscere i centri di terapia del dolore sul territorio”. Al convegno di Roma sono intervenuti, tra gli altri: Guido Fanelli (Coordinatore Commissione Ministeriale Terapia del Dolore e Cure Palliative), Marco Spizzichino (Dir. Uff. XI Cure Palliative e Terapia del Dolore-Ministero della Salute), Francesco Amato (Presidente Nazionale Federdolore), William Raffaeli (Presidente Fondazione ISAL), Pierluigi Bartoletti (Presidente FIMMG Lazio), Giuseppe Scaramuzza (Cittadinanzaattiva-Tribunale per i Diritti del Malato), Francesco Tamburella (Responsabile Centro Studi Codacons).

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato