Intramoenia allargata, proroga a ottobre: prime anticipazioni sulla norma. Spesa, ecco la strategia di Bondi per tagliare sui costi della sanità

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/06/2012 19:13

Un decreto che conterrà la proroga del regime transitorio per la libera professione dei medici, la cosiddetta intramoenia allargata, potrebbe approdare giovedì in un Consiglio dei ministri 'tecnico' senza il premier Mario Monti. Secondo quanto si apprende, infatti, si dovrebbe trattare di un 'decretino' che sposterà alla fine di ottobre la scadenza ora fissata al 30 giugno, spacchettata dal 'decretone sanità '.Il merito della 'riforma' della libera professione, che, secondo il testo concordato dal ministro della Salute Renato Balduzzi con le forze politiche, consentirà di visitare a pagamento i pazienti fuori dalle mura degli ospedali solo in casi specifici e comunque con un regime più stringente di controlli (dalla tracciabilità dei pagamenti agli studi 'in rete' con le Asl), sarà affrontata in un secondo momento.

 Così come potrebbero essere oggetto di un secondo decreto da presentare più avanti, anche per non 'intasare' il Parlamento già alle prese con diversi provvedimenti urgenti, le altre misure che dovevano essere contenute nel cosiddetto 'decretone', il provvedimento omnibus sulla sanità che avrebbe dovuto contenere, oltre all'intramoenia, anche misure per la responsabilità dei medici, sulla filiera del farmaco e sulla sanità elettronica. Alcune di queste materie con ricadute 'economiche', sempre secondo quanto si apprende, potrebbero anche essere 'assorbite' dal provvedimento sulla spending review che dovrebbe arrivare la prossima settimana.

Il risparmio per la sanità pubblica

Agire sul paniere dei beni e servizi acquistati dal comparto Sanita' - che valgono ogni anno il 30% del Fondo sanitario nazionale, ovvero circa 35 miliardi - per ricavare quel miliardo di risparmi con cui il settore contribuira' alla revisione della spesa. E' questa la strada tracciata, e per realizzarla bisognera' dunque intervenire proprio sulla 'forbice' dei prezzi per gli acquisti delle Asl che, oggi, raggiunge addirittura il 1.200% tra diverse realta'. Le differenze di prezzo per l'acquisto di una stessa tipologia di beni sono, infatti, spesso macroscopiche: cosi', una siringa puo' costare da 3 a 65 centesimi (il 135% in piu') e il prezzo di una protesi all'anca varia da 284 a 2.575 euro da una Asl all'altra. Ancora: gli inserti di tibia per ridare mobilita' al ginocchio sono stati pagati da 199 euro fino a 2.479 euro, 12 volte in piu' (uno scostamento del 1.145 per cento). E se gli scostamenti sui prezzi dei farmaci ospedalieri sono invece piu' contenuti, in parte perche' molti hanno prezzi imposti dall'Agenzia del farmaco (Aifa), vi sono comunque delle eccezioni: ad esempio, per la Epoetina alfa, usata per combattere gli effetti collaterali della chemioterapia, si registra un'oscillazione del 365% nel prezzo. Queste sono alcune delle rilevazioni effettuate dall'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici, che entro luglio indichera' i prezzi di riferimento per un ampio 'paniere' di beni e servizi acquistati in sanita', che comprenderanno anche farmaci e servizi come le mense. Cio' in attesa del provvedimento sui costi standard, che dovrebbero entrare in vigore dal 2013. Costi standard e centralizzazione degli acquisti di beni e servizi saranno infatti la 'strada' alla razionalizzazione che permettera' ad Asl e ospedali di risparmiare fino a 5 mld di euro, secondo unoi studio effettuato dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) insieme al Ceis Tor Vergata. A fronte di una spesa in beni e servizi che nel 2007 si era attestata su circa 20 miliardi di euro (con un tasso annuo di crescita dal 2004 al 2007 superiore all'11%), laddove le Regioni hanno messo in campo ''centrali d'acquisto'', rileva lo studio, si sono infatti realizzati risparmi mediamente del 25%.

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