Tumore al polmone, puntare sui farmaci intelligenti

Oncologia | Redazione DottNet | 27/06/2012 19:59

Grazie all'utilizzo dei farmaci intelligenti, quelli a bersaglio molecolare, che agiscono sulla mutazione genetica, arriva uno spiraglio di luce nella terapia del tumore a polmone, almeno per quello non a piccole cellule, che colpisce anche i non fumatori. E' questo uno dei temi che verranno trattati nella III conferenza internazionale di oncologia toracica, in programma a Napoli da oggi al 30 giugno e presentata a Roma.

 "Abbiamo preso la strada giusta, su questo non ci sono dubbi - spiega in proposito Cesare Gridelli, presidente della conferenza - fino a qualche anno fa un paziente con diagnosi di tumore al polmone aveva a disposizione solo la chemioterapia, mentre oggi grazie alla diagnosi molecolare possiamo conoscere l'anomalia genetica del tumore di ogni paziente e quindi utilizzare il farmaco mirato". Ma e' altrettanto importante, aggiunge l'esperto, "che i pazienti cerchino il centro che possa garantire la terapia in modo completo". Ad oggi, infatti, i centri che hanno a disposizione un biologo molecolare per fare questo esame sono circa 1 su 10. Ma per dichiarare guerra all'adenocarcinoma "e' necessario che tutti facciano la loro parte", evidenzia Filippo De Marinis, presidente dell'associazione italiana di oncologia toracica (Aiot), sottolineando che "solo una percentuale ridotta di pazienti accede a queste terapie, creando di fatto malati di serie A e di serie B all'interno di un Ssn che vorrebbe garantire tutti". Nel 2011 si stima che siano state 38mila le nuove diagnosi di tumore al polmone, delle quali un quarto riguardano le donne.

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