Conferenza Stato-Regioni: via libera al documento per la rete delle cure palliative. Il ruolo dei medici di base

Redazione DottNet | 28/06/2012 19:23

La Conferenza Stato-Regioni ha dato ieri il nulla osta al documento per definire i requisiti e le modalita' per sviluppare la rete delle cure palliative e del dolore cronico, dove un ruolo principale lo avranno i medici di famiglia. La Federazione cure palliative ''si aspetta ora una sua rapida e definitiva approvazione nei primi giorni di luglio'', anche in rappresentanza delle sue 70 associazioni socie, con le quali ''monitora con attenzione l’iter attuativo della Legge 38/2010''. ''Il passo compiuto ieri - spiega la Federazione - contribuisce a definire la rete locale delle cure palliative, non come astratta relazione tra gli attori professionali ma come struttura in grado di assicurare il coinvolgimento delle risorse del territorio e, in particolare, delle organizzazioni non profit.

 L’obiettivo e' quello di garantire i requisiti che il documento impone: cure palliative durante tutto il loro decorso non soltanto per i malati oncologici, ma anche per i malati affetti da qualunque patologia evolutiva''.  ''Credo sia stato pienamente recepito lo spirito e il valore della Legge 38 - dice Luca Moroni, presidente della Federazione - che riconosce nella presa in carico globale del malato e della famiglia l’unico modo per rispondere alla complessità dei bisogni dei malati inguaribili. C’è da sottolineare anche che il decreto attuativo della Legge 38 non prevede risorse economiche aggiuntive. Se questo però, da un lato, dovrebbe spianare la strada alla sua approvazione definitiva, dall’altro non deve rappresentare un limite alla sua immediata attuazione''.   ''Le cure palliative sono l’esempio, immediatamente realizzabile - conclude Moroni - di quel modello di welfare dei territori che da anni, di fronte alla insostenibilità del sistema sanitario, stiamo cercando di realizzare. Come negli ultimi vent’anni hanno fatto e continuano a fare le associazioni, oggi tocca alle Regioni crederci, realizzare rapidamente le reti locali per assicurare le cure ai malati e colmare anche in questo campo ogni divario con il resto d’Europa''.

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