Onaosi, Balduzzi entro agosto emanera' un decreto per abolire il pagamento dei contenziosi contributivi da parte dei medici morosi. Enpam: Parodi si dimette

Silvio Campione | 13/07/2012 11:44

Con la pausa estiva tornano prepotentemente in ballo questioni che sembravano almeno assopite. Come ricorderete abbiamo trattato in passato la vicenda Onaosi, l’Ente nato per occuparsi degli orfani dei medici, che ha richiesto anche tramite cartella esattoriale il versamento dei contributi. Ebbene, come rilevammo, recuperare le quote d'iscrizione dovute nei quattro anni (2003-2006) nei quali vigeva l'obbligo di versamento anche per medici, farmacisti e veterinari non dipendenti del Ssn (poi abolito nel 2007), costa all'Onaosi più delle somme che dovrebbe introitare.

Per cui sul pagamento degli arretrati è intervenuto il ministro Balduzzi che ha annunciato un decreto per imporre il pagamento degli arretrati così da evitare all’Ente il recupero forzoso degli importi dovuti dai medici:  “L’Onaosi è uno degli esempi di come fare Welfare partendo da iniziative private – afferma il ministro della Salute -. La Fondazione si pone come modello per le altre categorie di lavoro, soprattutto in un momento come questo. Per questi motivi è necessario intervenire per trovare una via di uscita che non sia solo un palliativo e che possa evitare quello stillicidio di provvedimenti che rischiano di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’Ente. Speriamo di riuscire a farlo con un Decreto legge entro luglio”. Di intervento politico in effetti se ne parlò già lo scorso anno, quando lo stesso presidente dell’ Ente confermò di aver  inviato una lettera agli Ordini in cui spiegava che “l’ Onaosi stessa sta trattando a livello politico per porre fine alla questione”. Ma facciamo un passo indietro e vediamo come si è arrivati a questo: nel 2011 molti  medici avevano ricevuto la lettera dell’Ente che richiedeva il pagamento delle quote arretrate per gli anni 2003-2006, nonostante le proteste e il clamore che ci furono nel 2006. Una ribellione che portò la questione  alla Corte Costituzionale che sancì l’ illegittimità della procedura con cui l’ Onaosi stabiliva autonomamente l’ entità e l’ applicazione del tributo (ma non del tributo in se’ e per se’). La questione poi passò alla Commissione Affari Sociali della Camera che presentò un emendamento alla Finanziaria 2007 che ridimensionava drasticamente la faccenda. La Fondazione aveva poi sospeso il recupero delle somme da riscuotere per gli anni precedenti ma lo scorso anno, su espresso invito del Ministero dell’ Economia guidato da Giulio Tremonti, aveva inviato una serie di lettere in cui si richiedevano i pagamenti arretrati del 2006, soprattutto allo scopo di interrompere la prescrizione quinquennale del debito. Per questo fin dall'inizio del suo mandato di Presidente dell'Onaosi, Serafino Zucchelli si è sempre battuto per una soluzione legislativa per porre fine al contenzioso, esentando la Fondazione dall'obbligo del recupero forzoso dei contributi relativi al periodo dell'obbligatorietà, che a sua volta dà vita a ricorsi e procedimenti infiniti. Zucchelli torna adesso alla carica profittando della manovra di luglio, invocando, appunto, una norma immediata che metta fine alla vicenda così da potersi concentrare sulle strategie da avviare in tempi brevi. “In un futuro prossimo l’Ente – spiega Zucchelli - dovrà spostare la sua attenzione anche sulla tutela degli anziani e dei non autosufficienti visto l’allungarsi della vita media". In quest’ottica ci sarà un bando di 500mila euro a favore delle fasce deboli e la  firma di un manifesto, siglato dagli enti assistenziali e dai sindacati di categoria, avente l'obiettivo di sostenere la Fondazione e lanciare un messaggio: "Giù le mani dall'Onaosi". "Se il consenso intorno a noi non cresce – conclude Zucchelli - noi da soli non ce la faremo". 

Parodi lascia l’Enpam

Eolo Parodi non è più Presidente dell'Enpam, l'ente previdenziale dei medici. Con una lettera indirizzata al Presidente ad interim Alberto Oliveti, Parodi ha comunicato le sua rinuncia definitiva alla carica. La Fondazione Enpam avrà un nuovo presidente il 14 luglio prossimo. La data dell’elezione è stata comunicata nel corso della riunione del Consiglio nazionale convocata per la votazione del bilancio consuntivo 2011. "La mia decisione di rassegnare le dimissioni - scrive Parodi - è maturata anche in base alla considerazione che le indagini della Magistratura potrebbero avere un corso non particolarmente breve e, dunque, tale situazione di incertezza potrebbe dare luogo a strumentalizzazioni che, sempre per il bene dell'Ente, non intendo in alcun modo raccogliere". La magistratura lo scorso aprile aveva indagato Parodi per una presunta truffa nella gestione dello stesso ente. La decisione è stata accolta venerdì sera dal Consiglio di amministrazione. "Trasmettiamo al futuro della categoria - scrive Parodi - un Ente che gode di buona salute e che conferma la validità del suo passato operare". "Tengo a precisare che l'Ente, come risulta dal bilancio consuntivo del 2011, presenta uno stato complessivo di benessere e di garanzia per il futuro, anche in questo momento in cui l'Italia affronta un così difficile periodo". La Fondazione Enpam chiude infatti il 2011 con un patrimonio di 12,5 miliardi di euro, che si è più che quadruplicato dal 1993, da quando cioè Parodi entrò in Enpam, prima come vice commissario e poi come Presidente. Era infatti l'anno del commissariamento e Parodi fu chiamato a rimettere in sesto un Ente che aveva all'epoca un disavanzo economico di 200 miliardi di lire. Nel dettaglio, secondo i dati di bilancio approvato dal  Consiglio nazionale della Fondazione Enpam chiude l’anno con un avanzo di 1,085 miliardi di euro e un patrimonio netto di 12,528 miliardi di euro (cresciuto del 9,48% rispetto all’anno precedente). Nel 2011 il patrimonio ha fruttato 439 milioni di euro (proventi lordi). Le entrate contributive sono state di 2,152 miliardi di euro mentre la spesa complessiva per pensioni e assistenza è stata di 1,150 miliardi. Il bilancio è stato approvato con 90 voti a favore, 9 contrari e un astenuto.

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