Impact 2012, i medici non conoscono la legge 38 sulle cure palliative

Medicina Interna | Redazione DottNet | 01/07/2012 11:54

L'Italia e' il primo Paese in Europa per impiego di Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei), che registrano una spesa tripla rispetto a quella di farmaci oppioidi. Ed i clinici ancora non conoscono e non applicano appieno le indicazioni della Legge 38/2010 sulle cure palliative e la terapia del dolore. Ne deriva una situazione a macchia di leopardo, con Regioni piu' virtuose, tra le quali Friuli, Toscana, Liguria e Piemonte e altre ''maglia nera'' come la Campania.

Sono i temi discussi nella giornata conclusiva di ''Impact 2012'' dal quale esce un appello degli esperti: serve un cambiamento culturale e una maggiore appropriatezza prescrittiva, per impiegare al meglio le risorse a disposizione in tempo di crisi. Secondo una ricerca condotta dall'Associazione pazienti Vivere senza dolore su clinici afferenti a 20 diverse discipline, tra cui medicina interna, ortopedia, oncologia, geriatria e reumatologia, un medico su 3 non sa che non e' piu' necessario il ricettario speciale per prescrivere gli oppioidi, mentre solo 1 su 5 e' a conoscenza del fatto che questi farmaci si possono impiegare anche per la cura del dolore severo di origine non oncologica. La corretta gestione del dolore, tuttavia, non passa solo attraverso la prescrizione dei farmaci piu' appropriati. Altro importante fronte della guerra alla sofferenza e', infatti, la necessita' di un cambiamento culturale della classe medica. ''Uno degli aspetti piu' importanti e non ancora pienamente realizzati della medicina e' l'umanizzazione del rapporto col paziente'', spiega Gian Franco Gensini, Presidente del Comitato Scientifico Impact proactive e Preside della Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' di Firenze. ''Il medico deve essere in grado di stabilire una comunicazione empatica con il proprio assistito. Questo vale ancor piu' nel caso del dolore, che rappresenta un vissuto negativo, una malattia nella malattia: solo attraverso un vero dialogo e l'apertura all'ascolto e' possibile comprendere e porre al centro le esigenze del paziente. Questa e' la medicina personalizzata, la grande sfida che oggi siamo chiamati ad affrontare. Dobbiamo puntare a una visione olistica del paziente, perche' una societa' che si definisce moderna deve necessariamente passare da una gestione della singola malattia alla cura globale della persona''.

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