Trentamila italiani con metastasi ossee. Conti: i medici non informano i pazienti

Redazione DottNet | 02/07/2012 18:04

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Sono 30mila gli italiani affetti da tumore e che hanno metastasi ossee. Una condizione che peggiora la qualita' di vita e determina anche notevoli costi per il Sistema sanitario nazionale legati alle complicanze, a partire dalle fratture. Con un'efficace prevenzione e l'uso di farmaci mirati, pero', aumenta la sopravvivenza ed i costi per complicanze potrebbero essere abbattuti di circa il 50%. Ad affermarlo sono gli esperti del settore, sottolineando pure come per il 51% dei pazienti italiani risulti insufficiente l'informazione da parte dei medici.

La diagnosi precoce delle metastasi ossee, sottolinea il patologo Daniele Santini dell'Universita' Campus Bio-Medico di Roma in occasione di un incontro patrocinato dall'associazione Europa Donna Italia, ''migliora notevolmente la sopravvivenza dei pazienti ed ha anche un impatto in termini di riduzione di costi''. A portare a metastasi ossee sono principalmente i tre 'big killer' dell'oncologia, ovvero il cancro al polmone, al seno e alla prostata. E con le metastasi, rileva l'esperto, cresce molto il rischio di complicanze come fratture e compressioni spinali. Per avere un'idea dei costi, rileva Santini, ''si pensi che il trattamento di un paziente con frattura da metastasi ossea per un anno raggiunge circa 20mila euro; con la prevenzione, pero', il rischio frattura si riduce fino al 60%, con un abbattimento potenziale dei costi di circa il 50%''. E la prevenzione ha oggi una nuova arma, con la molecola Denosumab, che agisce proprio sulle metastasi ossee riducendo il rischio di complicanze. Gia' disponibile in Europa, in Italia e' in corso l'iter per l'avvio alla commercializzazione da parte dell'Agenzia del farmaco (Aifa). Rispetto alla condizione dei pazienti con metastasi a mancare pero', sottolinea il presidente della Societa' italiana di urologia oncologica Giario Conti, e' innanzitutto l'informazione. A confermarlo e' anche un'indagine della Skeletal Care Academy in vari Paesi europei tra cui l'Italia. Dallo studio emerge che il il 51% dei pazienti con diagnosi di metastasi ossea dichiara di non essere stato avvertito della possibilita' di sviluppare le metastasi, sottolineando dunque la necessita' di una maggiore informazione da parte dei medici. Il 44% chiede inoltre un trattamento migliore nella gestione del dolore e degli effetti collaterali.