Terapia intensiva: per il Pd va aperta ai parenti per dodici ore se il paziente è adulto, tutto il giorno se sono bambini

Redazione DottNet | 03/07/2012 17:38

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Reparti di terapia intensiva 'aperti' alla presenza dei familiari almeno per 12 ore al giorno quando ad essere ricoverato e' un adulto, e h24 se si tratta di un bimbo o di un neonato. E' il contenuto di un disegno di legge presentato dal Pd al Senato, e gia' messo in calendario a partire da domani (mercoledi' 4 luglio) in commissione Sanita'. L'obiettivo, hanno spiegato in conferenza stampa a Palazzo Madama le senatrici Bassoli e Antezza, tra le firmatarie del provvedimento, e' quello di andare verso una ììumanizzazione delle cure'', riconoscendo ''la centralita' della persona'' e dando ''risposte ai bisogni, come quello di avere accanto nel momento della malattia grave i propri cari''.

 Ad oggi, hanno ricordato le esponenti dei democratici, in Italia il tempo medio per la visita nei reparti di terapia intensiva e' di circa 2 ore al giorno e solo il 2% dei reparti non pone limiti nell'arco delle 24 ore, nonostante ''sia ormai dimostrato che l'apertura dei reparti non crei ulteriori rischi, ma anzi, abbia effetti positivi sui pazienti e sui familiari''. E, secondo recenti studi, i reparti non modificano le loro 'visiting policies' nemmeno se ad essere ricoverato e' un bambino (solo il 9% lo fa) o quando il paziente sta morendo (le strutture che 'aprono' ai familiari per piu' tempo sono circa il 21%) Il ddl, di soli 4 articoli, prevede che il ministero della Salute emani delle linee guida per la nuova organizzazione dei reparti, che le Regioni dovranno poi attuare, altrimenti si vedranno negare ''il finanziamento integrativo del Servizio sanitario nazionale a carico dello Stato''. Le linee guida dovranno indicare, oltre agli orari di 'apertura' anche una ''adeguata comunicazione tra equipe curante, paziente e familiari'', la ''previsione di una specifica figura professionale per il supporto psicologico'', degli ''adeguati itinerari formativi'' per medici e infermieri, e la ''definizione nei piani di edilizia sanitaria di adeguati'' al nuovo modello assistenziale.