Balduzzi: non chiuderemo ospedali. Sumai: solo tagli ma nessuna programmazione

Redazione DottNet | 04/07/2012 21:13

''Nessuna chiusura automatica di ospedali verra' imposta da Roma''. Lo dichiara il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in relazione a notizie di stampa nelle quali si ipotizza la chiusura delle strutture con meno di 80 oppure di 120 posti letto. ''E' sicuramente necessaria - afferma Balduzzi in una nota - una riorganizzazione della rete ospedaliera che porti a una riduzione di costi di gestione e ad una maggiore appropriatezza delle prestazioni, in vista di un più stretto rapporto tra ospedale e territorio''.

 Su questo, il ministero della Salute, sottolinea, ''ricoprirà un ruolo di stimolo e di vigilanza nei confronti delle Regioni, che su questa materia hanno piena responsabilità".Qualora le anticipazioni sulle misure divulgate dalla stampa  trovassero conferma, la spending review si configurerebbe come una  manovra che ancora una volta va a colpire la sanità pubblica senza al  contempo porre in essere alcuno strumento serio di programmazione". Lo  afferma il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala che aggiunge:  "Comprimere ulteriormente con tagli lineari il Fondo sanitario nazionale - specifica Lala - di altri 3 mld, che ricordo si andranno a sommare agli altri 8 mld già decisi la scorsa estate dal passato Governo, non rappresenta la via d'uscita per risolvere i problemi del deficit pubblico. Anzi rischia solo di rendere ancora più difficile la situazione per i cittadini"."E ciò è inaccettabile - continua il segretario del Sumai-Assoprof - anche perché continuare ad usare le forbici senza al contempo attivare reali strumenti normativi che possano riorganizzare il sistema rischia di essere un boomerang pericoloso, soprattutto se si guarda al futuro demografico del Paese (invecchiamento della popolazione) e alla domanda crescente di salute che ne consegue"."In ogni caso - conclude Lala - il Sumai-Assoprof continuerà senza sosta a manifestare il proprio dissenso rispetto a questa linea e a lavorare insieme all'Intersindacale del SSN, affinché una delle conquiste storiche del secolo scorso (il nostro SSN) non venga riposto nel cassetto a scapito di una sanità tutta privata e pagata dai singoli cittadini" del sistema.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato