Scaccabarozzi: valuteremo l’impatto del decreto sulla spesa. A rischio diecimila posti di lavoro

Aziende | Redazione DottNet | 07/07/2012 18:40

"L'avevamo detto, ci aspettavamo un approccio diverso. Non degli sconti, ma un po' di equita', invece si e' voluto essere sordi". Cosi' il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, commenta l'approvazione del decreto sulla spending review da parte del Governo. "A questo punto ne prendiamo atto e andiamo per la nostra strada", precisa Scaccabarozzi, sottolineando che proprio in queste ore l'associazione degli industriali del farmaco sta organizzando per i primi giorni della prossima settimana una serie di incontri straordinari di tutti gli organismi, con i gruppi di lavoro, la giunta e la convocazione del comitato di presidenza.

 "Incontri - chiarisce il presidente di Farmindustria - che serviranno per analizzare con precisione la situazione e valutare quale sara' realmente l'impatto di queste norme sul nostro settore". I numeri sono quelli di un settore che vince (export record nel settore manifatturiero e tetto spesa sotto controllo) ma per effetto di manovre e spending review c'e' il rischio di perdere 10 mila posti di lavoro nell'industria del farmaco in Italia e che i farmaci innovativi, quelli piu' costosi, non possano essere piu' assicurati sul mercato interno. La plumbea previsione arriva dall'assemblea pubblica di Farmindustria. Il presidente Massimo Scaccabarozzi elenca cifre da bollettino di guerra: negli ultimi cinque anni le imprese hanno subito tagli per 11 miliardi complessivi a fronte di un ricavo industriale di 12 miliardi all'anno. Un trend che, se confermato, porterà nei prossimi 5 anni a una perdita di circa 10 mila posti di lavoro che si aggiungono ai 10 mila degli ultimi 5 (-13%). Tanto da parlare di "caso Italia" nel farmaceutico. Il settore secondo l'associazione è ormai ad un bivio e gli investitori esteri ne sono consapevoli, chiarisce Farmindustria, che chiede un "inversione di rotta con tempi certi di accesso ai farmaci innovativi, che oggi raggiungono anche 500 giorni", e anche "tempi certi di pagamento delle forniture alla Pubblica Amministrazione, in media di oltre 250 giorni e punte di 700, e che si sono allungati ulteriormente negli ultimi due anni (+20%)".  "In futuro potremmo avere difficoltà a portare farmaci innovativi in questo Paese", ha aggiunto Scaccabarozzi. "Rischiamo di trovarci con cittadini di serie A che andranno in Svizzera a comprarsi i farmaci innovativi e cittadini di serie B che non potranno permetterseli perché il Servizio sanitario nazionale non potrà più assicurarli" E a breve ci potrebbe essere, se i tagli della spending review saranno confermati, la chiusura di impianti produttivi nel Paese e la perdita della capacità di esportare. L'associazione invoca equita': ''anche la chiusura di molti ospedali che costano molto e servono a poco''. Scaccabarozzi ha proposto, come i suoi predecessori, l'importanza di individuare e applicare costi standard per tutti gli altri beni e servizi che rientrano nella spesa sanitaria e in particolare nella funzione ospedaliera. Una linea che ha trovato appoggio di fatto nelle parole di Giuseppe La Rosa, presidente di sezione della Corte dei Conti: il settore della farmaceutica territoriale dal 2007 al 2010 ha registrato una contrazione della spesa del -13% contro un un aumento del 11% per la spesa in beni e del 7% per il personale. Grandi assenti i due ministri attesi, Renato Balduzzi della Salute e Francesco Profumo della Ricerca. Presente per l'esecutivo il sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti dal quale e' arrivata la conferma che il settore dovra' contribuire ai sacrifici chiesti al paese: ''non abbiamo mai agito con la clava - ha pero' detto - e se troviamo delle buone regole si potra' riprendere un discorso di politica industriale''.

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