L’aggiunta di plasminogeno migliora la gestione dei pazienti dopo lo stroke ischemico

Cardiologia | Sara Morelli | 09/07/2012 13:26

Dall’analisi dei dati dell’American Heart Association's Get With The Guidelines–Stroke Registry tra il 1 aprile 2009 e il 30 giugno 2011alcuni ricercatori hanno pubblicato un articolo in cui è stata valutata la gestione dei pazienti trattati con plasminogeno dopo uno stroke ischemico. Sono stati arruolati nello studio 23.437 pazienti provenienti da 1.203 ospedali, il 7,7% era in terapia con warfarin prima dell’episodio di stroke.

Lo studio ha dimostrato che i soggetti che utilizzavano warfarin erano più anziani e avevano riportato uno stroke di grado più severo rispetto ai soggetti che non in terapia con warfarin. L’aggiunta del plasminogeno all’anticoaugulante riduceva il rischio di sviluppare emorragia intracranica.
Inoltre, non sono state osservate differenze tra il gruppo warfarin e il controllo per quanto riguarda l’incidenza di emorragie sistemiche gravi, di complicanze dovute alla terapia con palsminogeno (OR 1,09, 95% CI 0,93 - 1,29)  e nella mortalità durante l’ospedalizzazione.

Bibliografia: Xian Y, et al "Risks of intracranial hemorrhage among patients with acute ischemic stroke receiving warfarin and treated with intravenous tissue plasminogen activator" JAMA 2012; 307(24): 2600-2608.

 

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