Psichiatri, no al disegno di legge del Pdl sull’assistenza ai malati

Redazione DottNet | 11/07/2012 19:39

'No' alla proposta di legge sulle 'Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica', approvata dalla Commissione Affari Sociali della Camera il 17 maggio scorso, che tra l'altro estende modalita' e durata del trattamento sanitario obbligatorio (Tso). Lo affermano, in una nota, gli organizzatori del Congresso Mondiale di Riabilitazione Psicosociale che avra' luogo a Milano dal 10 al 13 novembre, i quali fanno proprie ''le osservazioni gia' presentate dalla Societa' Italiana di Psichiatria e dai dirigenti dei Dipartimenti di Salute Mentale di alcune Regioni''.

Nel documento, il Presidente del Congresso Angelo Barbato e i componenti del comitato scientifico, chiedono ''al Presidente della Repubblica, al Ministro della Salute, al Parlamento e ai Presidenti delle Regioni italiane'' di mettere in atto ''i necessari interventi per respingere la proposta''. Questo provvedimento - afferma il documento - ''e' in contrasto con la linea portata avanti da molti anni dall'Oms sui servizi di salute mentale, con le indicazioni derivanti dalla Dichiarazione sulla Salute Mentale per l'Europa approvata dalla Conferenza Ministeriale europea ad Helsinki nel 2005, che il nostro Paese si e' impegnato ad applicare e ha contribuito in modo significativo a formulare, e con i contenuti piu' avanzati del dibattito scientifico attuale sui temi della psichiatria''. In particolare, secondo i firmatari del documento, gli aspetti piu' negativi della proposta riguardano ''l'estensione immotivata delle modalita' di applicazione e della durata temporale dei trattamenti sanitari obbligatori, con la possibilita' che essi vengano eseguiti in qualunque contesto di cura, pubblico o privato; la mortificazione dell'autonomia professionale di coloro che operano nei servizi di salute mentale, l'incentivazione e l'esasperazione di una contrapposizione conflittuale tra gli utenti e i loro familiari e tra questi ultimi e i servizi; la negazione indiscriminata, infine, di ogni spazio di autonomia e contrattualita' per i cittadini che hanno disturbi mentali''.

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