Balduzzi, un decreto per le cure primarie e assistenza territoriale. Cgil, cure h24. Sondaggio Gisap, il forte legame con la medicina generale

Medicina Generale | Redazione DottNet | 12/07/2012 20:33

Le cure primarie e l'assistenza territoriale saranno inserire in un DL previsto per fine luglio, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, ha annunciato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, di fronte ai sindacati del comparto sanità, della medicina convenzionata e della dirigenza del Ssn. La base per questo obiettivo base, modificabile con le successive proposte sindacali, dovrebbero essere i due documenti tecnici già discussi al ministero nell’ambito del tavolo tecnico sulle cure primarie istituito nei mesi scorsi e riguardanti, in particolare, le modifiche dell'Art.8 e il riassetto del territorio. Questo lavoro sarà poi terreno di confronto del Ministro anche con le Regioni. 

Soddisfazione da parte della Fp Cgil Medici, che chiede, però, che “non sia un'operazione di facciata” ma che “si aggrediscano alcuni nodi che impediscono lo sviluppo del territorio” e delle cure primarie, che “oggi più che mai necessitano di un serio intervento di riorganizzazione strutturale”. Occorre infatti ricordare, ha spiegato Nicola Preiti, responsabile nazionale Fp Cgil Medici medicina convenzionata, che “la spending review produce, tra l'altro, un'aggressiva deospedalizzazione, meno 18.000 posti letto, alla quale non corrisponde una strutturazione dell'assistenza territoriale. Questo significa – aggiunge il sindacalista - una oggettiva contrazione dell'assistenza e riduzione servizi ai cittadini”. Il sindacato chiede la reale strutturazione delle cure primarie nel distretto con la partecipazione di tutti i professionisti per garantire la continuità delle cure h 24, la gestione delle patologie croniche e la presa in carico del cittadino; l’informatizzazione completa del sistema;  l’introduzione del ruolo unico per tutti i medici convenzionati con superamento della guardia medica;  il servizio di emergenza erogato solo in regime di dipendenza, superando l'attuale doppio rapporto di lavoro. "Se si vuole fare una riforma dell'assistenza primaria intanto bisogna chiarirsi bene su cosa sia l'assistenza primaria. E la sensazione e' che passare da un sanità ospedalocentrica allo sviluppo di nuovi assetti orientati alla 'primary care' richieda ancora la definizione di un modello che stenta a trovare la sua collocazione", sottolinea Federico Spandonaro, esperto di economia sanitaria, che ha presentato i risultati della ricerca Gisap (gruppo indipendente per lo studio dell'assistenza primaria), realizzata in collaborazione con il Ceis di Tor Vergata su un campione di 900 medici di medicina generale.  Dall'indagine emerge, in base al vissuto professionale dei medici, che la piu' corretta definizione di assistenza primaria coincide con la medicina di famiglia (46%) e con l'assistenza ambulatoriale e domiciliare (26%). Mentre le professioniste donne e i giovani conferiscono un ruolo particolarmente significativo alla medicina di iniziativa. Ma piu' in generale non sembra emergere un modello acquisito, si riscontra un po' di confusione e a prevalere sembra essere il vissuto quotidiano. "La cosa interessante - spiega in proposito Spandonaro - e' che si vuole fare la riforma dell'assistenza primaria ma poi ogni operatore ha la sua idea su cosa sia questa assistenza, molto legata al ruolo che riveste e quindi in questo caso e' prevalente lo stretto legame con la medicina di famiglia".

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