Balduzzi, un tavolo con le industrie farmaceutiche sui farmaci innovativi

Redazione DottNet | 15/07/2012 11:56

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''Con le industrie farmaceutiche abbiamo aperto un tavolo dentro cui una delle voci su cui ragionare e' quella dei farmaci innovativi'' sia per avere ''regole certe per l'immissione sul mercato'' sia per avere ''certezza della loro sostenibilita' da parte del Servizio sanitario nazionale''. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, a margine di un convegno sulla sanita' dell'Udc, risponde cosi' a chi gli chiede delle proteste di Farmindustria, che a causa dei tagli previsti per il settore dalla spending review paventa il rischio che non vengano piu' immessi sul mercato i farmaci innovativi.

Balduzzi, ''non ha mai interrotto il dialogo con l'industria farmaceutica''. E' questo il concetto che ha sottolineato il ministro, si sottolinea in una nota del ministero della Salute, intervenendo alla Consulta sanitaria promossa a Roma dall'Udc, quando ha parlato di "tavolo aperto". ''Si tratta naturalmente - rileva la nota - di un dialogo che proseguirà e che potrà portare in futuro all'apertura di un vero e proprio tavolo in senso strettamente tecnico''. Nei giorni scorsi il ministro aveva già affrontato l’argomento farmaci e industrie del settore, soffermandosi sui generici: “La norma del dl sulle liberalizzazioni in materia di prescrizione dei farmaci non mette in pericolo i livelli produttivi e occupazionali delle aziende farmaceutiche titolari di medicinali con marchio di fabbrica, perché è sufficiente che esse allineino i prezzi a quelli dei generici”. “Il decreto vuole garantire  ai cittadini più possibilità sul numero, la distribuzione delle farmacie, gli orari di apertura e anche sulla ‘cultura’ del farmaco generico. Vi sono già disposizioni che facevano carico al farmacista di informare il cliente dell’esistenza in commercio di medicinali equivalenti consentendo la sostituzione del farmaco prescritto quando non era indicato dal medico come ‘insostituibile’”. “Non si tratta di un’assoluta novità – ha ricordato Balduzzi – ma solo di una precisazione. Si prevede che il medico nel prescrivere un medicinale non coperto da brevetto debba dare informazioni dell’esistenza di un equivalente e il farmacista proponga tale farmaco, lasciando la libertà di scelta al paziente”. “Le norme – ha sottolineato il ministro – non violano la professionalità del medico perché può esigere che il farmacista consegni il medicinale prescritto e neanche mettono in difficoltà i farmaci branding perché si consente al medico di indicarli. La differenza è che il farmacista potrà proporre un farmaco equivalente”.

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