La Consulta impone lo stop ai nuovi ticket programmati dal 2014

Redazione DottNet | 17/07/2012 21:07

Stop ai nuovi ticket previsti dal 2014 e introdotti dalla manovra economica del 2011: la Consulta ha infatti accolto la questione di legittimita' sollevata dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Con una sentenza depositata ieri la Corte ha dichiarato illegittimo un articolo della legge 111/2011 ('Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziarià). Cosi' i ticket previsti dall'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti che avrebbero riguardato varie prestazioni del Servizio sanitario attualmente non soggette ad alcun pagamento, (ricoveri ospedalieri ordinari o in day hospital) non possono essere attivati perche' lo Stato non puo' decidere da solo.

 Secco il commento del ministro della Salute Renato Balduzzi secondo il quale si tratta di ''una sentenza di grande spessore che illustra con nitidezza il quadro dei rapporti tra Stato e Regioni in materia di spesa sanitaria''. Mentre per il presidente dalla Regione Fvg Renzo Tondo ''il Governo dovrà prestare più attenzione ad aprire conflitti con le Regioni, soprattutto una Regione come la nostra, da sempre responsabile". Lo Stato quindi, secondo la Consulta, può esercitare la potestà regolamentare solo nelle materie in cui ha competenza esclusiva, e non in un caso caratterizzato da una "concorrenza di competenze". I ministeri di Salute ed Economia quindi non potranno emanare una disciplina aggiuntiva per i ticket con un proprio atto regolamentare autonomo. La Corte Costituzionale, nella sentenza, scrive che è "incostituzionale l'articolo 17, comma 1, lettera d) della legge 111/2011, nella parte in cui prevede che le misure di compartecipazione siano introdotte con regolamento da emanare ai sensi della 400/88, su proposta del ministro della Salute e dell'Economia. Le misure di compartecipazione devono essere aggiuntive rispetto a quelle eventualmente già disposte dalle regioni e sono finalizzate ad assicurare, nel rispetto del principio di equilibrio finanziario, l'appropriatezza, l'efficacia e l'economicità delle prestazioni". Inoltre, continua la Corte, la norma in questione "lascia la possibilità alle Regioni di adottare provvedimenti di riduzione delle misure di compartecipazione, purché assicurino comunque, con misure alternative, l'equilibrio economico finanziario. Il ministro Balduzzi fin dai primi mesi del suo insediamento aveva espresso le sue perplessità in merito all'introduzione dei ticket aggiuntivi e gia' da tempo i tecnici del suo dicastero sono al lavoro per valutare alternative a quel provvedimento dichiarato insostenibile. Tra le ipotesi una compartecipazione alla spesa come una franchigia che sia equa. ''Si tratta di una idea - ha ribadito pochi giorni fa il ministro - ma ci possono essere anche altre proposte da valutare. Soddisfazione in merito alla sentenza e' stata espressa da Cittadinanzattiva. Per Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato si deve ''avviare un confronto serio con il contributo di tutti gli attori (Ministero della Salute, Regioni, categorie sanitarie, sindacati e organizzazione civiche di tutela) per ripensare ad un sistema di welfare e continuare a garantire un servizio universalistico tarato sui bisogni dei cittadini e non solo su parametri meramente finanziari''. Per la Cgil ''e' un'occasione concreta al governo di riaprire il confronto con Regioni e sindacato per rivedere la logica dei tagli e dei ticket in sanità''.

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