Grilli: i tagli saranno alla sanità non alle prestazioni

Redazione DottNet | 18/07/2012 20:38

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Il decreto sulla Spending Review "pur determinando rilevanti economie di spesa e dunque una corrispondente riduzione del fabbisogno sanitario, mantiene inalterato il livello sia qualitativo che quantitativo dei servizi sanitari erogati ai cittadini". Lo ha detto il ministro dell'Economia,Vittorio Grilli al question time alla Camera. "I recenti interventi del decreto sulla spending review in materia sanitaria - ha detto il ministro - sono diretti a eliminare eccessi di spesa registrati dal Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa pubblica, introducendo misure, anche per l'acquisto di beni e servizi, idonee a garantire economie di spesa rispetto al fabbisogno sanitario e al correlato finanziamento: da tali economie deriva un corrispondente abbassamento, per tutte le Regioni e per le Province autonome di Trento e Bolzano, del fabbisogno sanitario da soddisfare e, dunque, del corrispondente finanziamento, senza alcuna incidenza negativa sul livello dei servizi erogati ai cittadini".

 In sintesi, le misure introdotte, impropriamente definite come tagli "lineari" - ha aggiunto Grilli - sono viceversa dirette a rendere efficiente la spesa di tutte le Regioni. Interessano tutte le aree di spesa degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, in quanto riguardano la generalità dei fattori produttivi impiegati e l'intera filiera interessata dall'erogazione del servizio pubblico (spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera, spesa per acquisti di beni e servizi, spesa per acquisti di prestazioni di assistenza ospedaliera e di assistenza specialistica e per acquisto di funzioni da privati, spesa di personale, standard dei posti letto e del tasso di ospedalizzazione) disponendo, da un lato, in modo diretto e immediato alcune economie di spesa, dall'altro legittimando le azioni di riqualificazione ed efficientamento anche strutturale che le Regioni dovranno adottare".  Grilli ha poi difeso la logica dei "piani di rientro" previsti per le regioni che presentavano perdite ingenti di bilancio sanitario in modo strutturali, spiegando che "obiettivi dei piani è un generale riequilibrio del sistema di offerta sanitaria delle singole regioni interessate, diretto ad eliminare inefficienze e a ricondurre la spesa effettiva entro i limiti del predetto fabbisogno programmato e al correlato finanziamento al livello nazionale per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza".