Slitta di un anno l’assicurazione obbligatoria per i medici: 350mila camici bianchi avranno più tempo per cercare polizze convenienti. Intramoenia allargata al 31 dicembre

Redazione DottNet | 19/07/2012 12:53

Slitta di un anno l'assicurazione obbligatoria per i medici prevista dal dl 138 del 13 agosto 2011. A pochi giorni dall'entrata in vigore della legge che impone a tutti i professionisti italiani di contrarre una polizza per la responsabilita' civile, i medici sono riusciti a rimandare l'obbligo di un anno. Lo rende noto Maurizio Maggiorotti, presidente di Amami (Associazione medici ingiustamente di malpractice)."Ce l'abbiamo fatta! - spiega in un comunicato - Grazie al nostro impegno continuo siamo riusciti a far comprendere ai politici piu' accorti che l'entrata in vigore di questa norma avrebbe messo fuori legge migliaia di medici.

Le compagnie non hanno l'obbligo di assicurarci: abbiamo chiesto invano alle prime 10 compagnie italiane di farci una proposta per i nostri 25mila associati ed il silenzio della risposta e' stato agghiacciante''.Con l'atto della Camera ''approvato oggi alla Camera - conclude - 350mila medici possono tirare un sospiro di sollievo e ricominciare la trattativa con le compagnie. Resta invariato l'obbligo per tutti gli altri professionisti''.

Il caro-polizze

Il problema, tuttavia, resta anche se si sposta di un anno.  Nel mirino in particolare i giovani, quelli maggiormente colpiti dal provvedimento. Secondo l’Amami  già da tempo alcune compagnie assicuratrici rifiutano di assicurare i medici che hanno ricevuto una richiesta di risarcimento (anche se infondata e senza seguito). Col risultato che aumentano i premi: ci sono chirurghi, soprattutto ginecologi che pagano anche trentamila euro all’anno di assicurazione. Somme analoghe le pagano i chirurghi plastici. Le cifre più basse vengono richieste ai medici di famiglia che potrebbero cavarsela con cinquecento euro all’anno. E a tutto ciò va aggiunto il fatto che molte assicurazioni stanno disdettando le polizze ad alcuni medici ospedalieri e universitari, soprattutto chirurghi,  otorini, ginecologi, ostetrici e chirurghi plastici. La disdetta o l’incremento del premio arriva in linea di massima a causa dell’aumento dei ricorsi civili. E a gettare benzina sul fuoco ci pensa la pubblicità che diversi studi legali si fanno per accalappiare clienti col miraggio di far incassare loro un bel po’ di soldi anche per una banale unghia incarnita. Certo, anche tra i medici ci sono casi d’incapacità che vanno puniti, come accadde per esempio al giovane Scutellà che nel 2007 morì in Calabria dopo una caduta dalla giostra, come scrisse Panorama: “dopo una carambola di ospedali che rifiutavano il ricovero, ambulanze che non si trovavano, elicotteri dell'elisoccorso che non volevano saperne di alzarsi in volo dopo il tramonto. Uno strazio seguito da un nuovo strazio: un processo interminabile segnato da rinvii, scaricabarile, rimpalli di competenze.

Intramoenia al 31 dicembre

L'Aula della Camera ha approvato, ieri, con 368 voti favorevoli, 67 contrari e 3 astenuti, il decreto legge di proroga dei termini in materia sanitaria. Ora il testo passa all'esame del Senato. Il decreto legge proroga fino al 31 dicembre prossimo (31 ottobre nel testo originario) la possibilità per i medici del Ssn di utilizzare il proprio studio professionale per l'esercizio dell'attività libero-professionale intramuraria (cosiddetta intramoenia allargata), previa autorizzazione aziendale.

 

 

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