Il ruolo dell'Anatomo-Patologo

Ezio Venturino | 24/07/2012 09:43

L’Anatomo-patologo ha sempre svolto un ruolo centrale nella diagnostica dei tumori, spesso, però questa figura è misconosciuta all’opinione pubblica e il suo ruolo non sempre è chiaro ai colleghi medici. Può essere pertanto opportuno spendere qualche parola per illustrare la sua funzione nella medicina moderna.

Potremmo porci due domande le cui risposte chiarirebbero nelle linee essenziali la funzione dell’anatomo-patolgo:

1)Chi è il patologo?
potremmo affermare che Il patologo è un medico specializzato nel fare diagnosi partendo dall’esame al microscopio di tessuti ottenuti mediante prelievi di tipo endoscopico (biopsie) e chirurugico (esame di pezzi operatori) o dall’esame di cellule raccolte per esfoliazione spontanea (esame citologico delle urine, esame dell’espettorato etc.) od ottenute anch’esse mediante prelievo con agoaspirazione (agobiopsia citologica).

Il patologo è in ogni caso un medico, affermazione che può sembrare banale, ma in realtà non lo è perchè contiene dentro di se il concetto che l’indagine diagnostica al microscopio non può prescindere dalla conoscenza della storia clinica del paziente.

2)Cosa fa il patologo?

Il patologo fa diagnosi su:

•      prelievi endoscopici di tessuto (biopsie)

•      pezzi operatori

•      agoaspirati ( agobiopsie con ago sottile)

•      citologia esfoliativa ( citodiagnostica urinaria, PAP-test etc.)

L’esame dei tessuti è definito "esame istologico", quando invece l’esame al microscopio è effettuato sulle cellule si parla di "esame citologico".

Le cellule e i tessuti per essere esaminati al microscopio devono subire trattamenti particolari, questi trattamenti gli conferiscono anche la proprietà di una lunga conservazione nel tempo; si crea così un archivio di materiale biologico che costituisce una vera e propria banca dei tessuti.

I campi di applicazione dell’attività anatomo-patologica sono numerosi tanto da configurare delle sottospecialità(dermatopatologia, ginecopatologia, uropatologia emopatologia etc). L’Anatomo-patologo gioca un ruolo anche in un settore importante come la prevenzione oncologica. Molti settori della medicina devono i loro progressi agli studi condotti da patologi e anche se non è lo scopo di quest'articolo è giusto ricordare che l’unico esame di prevenzione oncologica in grado di combattere efficacemente un tumore maligno è il PAP-test. Il PAP-TEST, infatti, è un esame citologico che consente, se applicato come screening nelle donne in età fertile, di individuare le lesioni precancerose da cui origina il tumore del collo dell’utero.

In questo escursus porterei l’attenzione su un campo dove il ruolo dell’Anatomo-Patologo è stato ed è tuttora incisivo: la diagnostica in emopatologia oncologica.

Questa diagnostica non può esulare dall’esame di cellule o tessuti coinvolti dal processo patologico. Lo studio della forma (morfologia) delle cellule del sangue ha consentito di classificare le forme tumorali che da esse possono originare. Per molte decadi uno dei maggiori problemi nella diagnosi di leucemie e linfomi furono la mancanza di una nomenclatura uniforme.

Per ragioni di semplicità divulgativa potremmo affermare che i tumori del sangue possono essere classificati in due gruppi: quelli originati dalle cellule del midollo osseo, le leucemie e i mielomi e quelli che coinvolgono il midollo osseo secondariamente, i linfomi maligni.

Le leucemie a loro volta possono essere suddivise morfologicamente in due tipi: mieloidi e linfocitiche in base alla cellula d'origine.

I linfomi maligni possono invece essere divisi anch’essi in due gruppi: linfomi B e linfomi T sulla base dell’origine da linfociti B o linfociti T.

L’inquadramento classificativo è stato ottenuto grazie allo studio anatomo-patologico e immunologico di queste patologie. L’uso combinato di morfologia e immunologia hanno permesso di costituire un inquadramento classificativo di utilità diagnostica e terapeutica.

In tempi moderni il patologo ha affiancato, alla valutazione al microscopio, l’utilizzo di tecniche d'immunologia applicata ai tessuti biologici, cosiddette tecniche Immunoistochimiche e indagini di  biologia molecolare. Questo armamentario consente diagnosi sempre più fini e precise. In particolare la diagnosi di linfoma/leucemia si avvale sempre più dell’ausilio delle tecniche d'immunoistochimica; l’immunoistochimica permette di  individuare specifiche proteine presenti sulla superficie della cellula tumorale che consente di classificarle determinando così a quale protocollo chemioterapeutico sono più sensibili. L’immunoistochimica ormai si avvale di sistemi automatici che ne riducono i tempi d'esecuzione e ne standardizzano i risultati. All’immunoistochimica può affiancarsi l’esame al citofluorimetro e lo studio di clonalità mediante biologia molecolare.

A conclusione di questo breve escursus ritengo pertinente affermare che l’Anatomo-patologo si inserisce a pieno titolo nei percorsi della medicina moderna e regga la sfida con le innovazioni tecnologiche..

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