La Sicilia spende 200milioni l’anno per le cure in altre regioni

Redazione DottNet | 23/07/2012 17:22

''Vengono spesi in Sicilia 200 milioni di euro per la mobilita' passiva per farsi curare in altre parti d'Italia e all'estero. Una parte e' fisiologica, dovuta a persone che hanno la residenza qui ma stanno fuori o hanno figli al Nord. La restante parte deve essere ridotta''. Lo ha detto l'assessore alla Salute, Massimo Russo, durante la presentazione delle nuove sale operatorie dell'Ismett. ''Siamo abituati alla spending review perche' sono quattro anni che la facciamo in sanita' - ha proseguito - Abbiamo raggiunto un risultato eccezionale, definito a livello ministeriale 'un miracolo'. Abbiamo cambiato il sistema, raggiunto l'equilibrio di bilancio. Del resto dal governo arriveranno solo tagli, quindi dobbiamo reggerci sulle nostre gambe''.

''La spesa del fondo sanitario e' agganciata al Pil, quindi sara' continuamente definanziata - ha concluso -. Bisogna cosi' puntare alla riorganizzazione e all'eccellenza. La spending review di Monti aggredisce le spese strumentali delle prestazioni sanitarie, le mense, le spese per l'elettricita' e altri servizi che ruotano attorno alla sanita'. La Regione siciliana e' comunque vicina all'obiettivo perche' si discosta dai parametri imposti per il 7% mentre le altre regioni viaggiano a una media del 26%''. L'assessore ha anche annunciato la nascita di un nuovo centro di ricerca all'avanguardia nel settore sanitario. ''Dovrebbero arrivare 80-100 milioni di euro per il Rimed di Carini (Palermo) - ha spiegato - La Regione ha fatto la sua parte con fondi per edilizia sanitaria, adesso il progetto e' al ministero''.

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