La qualità degli ospedali nel nuovo sito dell’Agenas. Da Napoli arriva un sistema di controllo per assegnare i finanziamenti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 25/07/2012 18:44

Gran Bretagna e Germania ce l'hanno già, in Usa ce ne sono addirittura 14, mentre in Italia potrebbe arrivare entro fine anno. Finalmente anche da noi un sito permettera' di avere tutti i dati di un ospedale, dalla percentuale di cesarei ai tempi di degenza, permettendo confronti e scelte piu' consapevoli del paziente da un lato e di stimolare una 'sana competizione', almeno nelle intenzioni, dall'altro. Il progetto sara' portato avanti dall'Agenas, l' l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e ha ricevuto il via libera da parte del ministero della Salute.

 "L'obiettivo e' di avere entro la fine di quest'anno almeno le 'pagine gialle' con l'ubicazione e le caratteristiche di tutti gli ospedali, compresi i volumi di attivita' - ha spiegato Carlo Perucci, direttore scientifico del Programma nazionale Esiti dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, durante un convegno su 'Premiare il merito in Sanita'' - Se le Regioni condivideranno l'iniziativa pensiamo poi di aggiungere anche alcune indicazioni sugli esiti di procedure come i cesarei e le fratture del femore, per poi proeseguire con le altre procedure. Penso che gia' sapere qual e' l'ospedale che fa piu' interventi di un certo tipo - sottolinea Perucci - sia un'informazione rivoluzionaria per i pazienti". L'esempio in questo campo e' quello del servizio sanitario britannico, che sul suo sito ha i dati di tutti gli ospedali. Se si sceglie ad esempio il King's College di Londra e la procedura 'sostuzione protesi d'anca' si vede che la lista d'attesa media e' di 32,5 giorni, il ricovero dura mediamente 10,6 giorni e il tasso di infezioni e' dell'1,6%. I dati per l'Italia sono gia' pronti, raccolti dall'Agenas con il programma Esiti che monitora l'attivita' di circa 1500 strutture ospedaliere italiane sulla base di 46 indicatori, ma finora sono stati forniti solo alle Regioni e agli operatori professionali tranne alcune eccezioni come la percentuale di cesarei. L'intenzione, ha spiegato Perucci, non e' quella di fare liste di 'buoni e cattivi', ma di fornire strumenti per migliorare le prestazioni. La pubblicazione dei dati pero' potrebbe fornire una ulteriore 'spinta': "Se ogni cittadino potesse scegliere sulla base di dati certi - ha sottolineato il senatore Pd Ignazio Marino, organizzatore del convegno - si creerebbe uno spirito di competizione virtuoso. Siamo ormai in grado di valutare tutto con i numeri, e utilizzandoli possiamo anche far emergere chi 'trucca' i dati".

L'idea napoletana

Mentre lo spread dei titoli di Stato tiene con il fiato sospeso i mercati italiani, da Napoli nasce un nuovo tipo di differenziale di rendimento: è lo spread sanitario e a inventarlo è l'europarlamentare del Ppe - Mezzogiorno di fuoco, Enzo Rivellini. L’esperimento sarà seguito con interesse anche da altre aziende sanitarie che potrebbe imitare il nuovo strumento che sarà introdotto in Campania.  ''La salute è un diritto - spiega - Ed è giusto, quindi, che il cittadino sia informato sulla qualità dei servizi che gli vengono offerti''. Si tratta di uno strumento scientificamente studiato dall'europarlamentare assieme a un gruppo di esperti nel campo della medicina e del management sanitario. Tutto si basa su una serie di questionari che a settembre verranno inviati a tutti i direttori generali degli ospedali campani. Settantasette i quesiti un po' su tutto, sull'organico e le attrezzature, sui pronto soccorso, rianimazioni, terapie intensiva e blocchi operatori, ma anche sulla degenza, sul comfort della struttura alberghiera, sull'igiene, sul servizio cucina e sulla formazione professionale. E non mancheranno anche i controlli in venti strutture estratte a sorte. In base al punteggio finale verranno assegnate da una a sei stelline e da lì verrà poi calcolato il differenziale sanitario. Proprio come lo spread finanziario, anche il suo corrispettivo in sanità ha come metro di paragone la Germania. Per la precisione l'ospedale di Hindenburg considerato dagli esperti la miglior struttura d'Europa. Sempre a settembre, una delegazione di esperti, composta da Annamaria Colao, responsabile Rapporti con Enti di ricerca ed ospedali europei e componente del board scientifico che ha curato il manuale Roversi di Merqurio Editore, Maria Triassi, ordinaria alla Federico II e responsabile scientifico del progetto, Giovanni Improta, coordinatore del team, Mario Morlacco, attuale sub commissario alla Sanità regionale, Bruno Amato, presidente SanaSanita', Ciro Verdoliva, commissario dell'Ospedale del Mare, Michele Schiano, presidente della Commissione Sanità in Regione e del consigliere regionale Bianca D'Angelo, componente della commissione Sanità, andrà lì a valutare l'ospedale in modo da redigere i parametri di riferimento su cui verranno confrontati gli ospedali campani. ''Con questo sistema - dice Rivellini - potremo giudicare i nostri manager ospedalieri in maniera scientifica e tenendo fuori la politica. Sapremo con precisioni in quali strutture e in quali settori investire per migliorare i servizi e soprattutto potremo finalmente accedere a quel programma europeo, circa 560 milioni di euro complessivi di cui il 60-80% a fondo perduto, dedicati proprio alla riqualificazione della sanità''. Uno strumento che, spiega Rivellini, si candida a essere utile anche per chi in Regione in futuro si dovrà occupare di sanità. ''Abbiamo bisogno di un assessore - conclude Rivellini - non più di commissari al bilancio. Abbiamo bisogno di qualcuno che si occupi dei livelli essenziali di assistenza, che argini il fenomeno delle migrazioni sanitarie per le quali sprechiamo milioni di euro all'anno e soprattutto di una nuova legge regionale e speriamo anche nazionale''.

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