Farmindustria si appella al Governo: la revisione di spesa provocherà effetti devastanti

Redazione DottNet | 23/07/2012 19:15

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''Fortissima preoccupazione per gli effetti devastanti'' sul piano dell'occupazione che le misure della spending review avranno sull'industria del farmaco in Italia: e' quanto esprimono Farmindustria e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil nella lettera congiunta inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dell'Economia, Vittorio Grilli. Una missiva che segue quella di Manzoni del gruppo Boehringer. ''Ancora una volta la spesa farmaceutica pubblica - scrivono nella missiva - che rappresenta solo il 15% di quella sanitaria, e' chiamata a pagare il 40% dell'intera manovra. Un importo assolutamente insostenibile dal punto di vista industriale per un settore che ha gia' contribuito alla riduzione della spesa in sanita' per 11 miliardi negli ultimi 5 anni e ha perso 10 mila addetti dal 2006 a oggi''.

Le conseguenze per le imprese sono chiare, secondo Farmindustria e i sindacati: ''disinvestimenti, delocalizzazioni e l'aggravarsi di ristrutturazioni e crisi aziendali gia' aperte, come nei casi di Pfizer a Catania e Ascoli Piceno e Sigma Tau a Pomezia. Crisi cui se ne aggiungeranno altre, con conseguenze occupazionali a breve per migliaia di lavoratori. Non vorremmo che si ripetessero anche per la farmaceutica gli errori commessi nei decenni passati con l'industria chimica, con una riduzione della capacita' produttiva che l'Italia non ha piu' saputo riconquistare''. Per questo chiedono che il Governo intervenga nell'iter legislativo di conversione in legge del decreto sulla spending review per attenuare la portata delle norme sulla farmaceutica. ''Le chiediamo - concludono - un incontro urgente per presentare nel dettaglio proposte. Imprese e lavoratori sono pronti a mobilitarsi congiuntamente per far sentire la loro voce''.

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