Federfarma, il 26 farmacie chiuse. Racca: la prima di altre iniziative. Al via il tavolo sulla remunerazione. Protesta delle parafarmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 25/07/2012 17:15

''Giovedi' 26 le farmacie resteranno chiuse e la chiusura sara' la prima di una serie di iniziative di protesta''. Lo afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma, confermando la serrata contro le misure previste in materia di spesa farmaceutica dal decreto sulla spending review. ''Siamo virtuosi e ci puniscono'', osserva Racca ripetendo quanto affermato dal premier Mario Monti giorni fa commentando il declassamento dei titoli di Stato italiani da parte di Moody'. ''Possiamo affermarlo anche noi - aggiunge la presidente di Federfarma -. La farmacia italiana rispetta da anni il tetto di spesa programmato. Gli sprechi della sanita' sono altrove''.

Incontro sulla remunerazione delle farmacie

Prende il via il Tavolo che dovra' definire un nuovo sistema di remunerazione delle farmacie. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha infatti incontrato oggi al ministero le organizzazioni della filiera del farmaco, tra le quali Federfarma, Agenzia del farmaco (Aifa) e Farmindustria, ed anche esponenti delle Regioni. Un primo incontro che la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha definito ''costruttivo'', auspicando ''temi brevi'' per una soluzione.  Al centro dell'incontro, dunque, la nuova remunerazione della farmacia, il rapporto tra distribuzione diretta e per conto dei farmaci acquistati dalle ASL e criteri di remunerazione dei nuovi servizi in farmacia.  ''Sono soddisfatta. La riunione ha pienamente centrato l'obiettivo - ha affermato Racca - di attivare un confronto immediato per poter arrivare in tempi brevi alla definizione del nuovo sistema di remunerazione della farmacia previsto dalla legge 122/2010, tanto che è già stata fissata la prossima riunione del tavolo per mercoledi' 8 agosto". Per facilitare i lavori, ha spiegato, il tavolo sarà suddiviso per gruppi di lavoro incentrati sui singoli temi. Il punto, ha sottolineato Racca al termine dell'incontro, e' che ''le continue trattenute a carico delle farmacie rendono ormai il sistema insostenibile. Il nuovo modello di remunerazione - afferma - potrebbe prevedere ad esempio una quota fissa ed una quota percentuale sul prezzo''. Il sistema farmaceutico, ha avvertito Racca, ''va cioe' stabilizzato, pur tenendo conto delle minori risorse disponibili''. Un nuovo sistema di remunerazione, ha commentato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, al termine dell'incontro, ''e' un'esigenza per le farmacie, ed e' giusto che venga fatto. L'incontro di oggi e' stato l'occasione per l'avvio di un percorso di discussione per arrivare alla definizione di una proposta''.  

Le proteste nelle altre città

Federfarma Roma e Federfarma Lazio parteciperanno allo sciopero delle farmacie indetto il 26 luglio dall'associazione nazionale dei titolari di farmacia. "Considerate le misure introdotte nel settore delle farmacie dal decreto sulla spending review - spiega il presidente dell'associazione regionale, Franco Caprino - ci adeguiamo alle decisioni assunte dall'assemblea nazionale di Federfarma riunitasi a Roma lo scorso 10 luglio". Secondo Caprino, infatti, "sono inaccettabili norme come quella della nuova trattenuta imposta alle farmacie o della contestuale drastica riduzione del tetto di spesa farmaceutica territoriale, da 5 anni oramai in diminuzione". Si tratta, infatti, di misure, evidenzia il presidente di Federfarma Roma, che "causeranno gravi problemi all'intero settore e che potrebbero portare alla perdita di circa 20mila posti di lavoro a livello nazionale". Federfarma Roma e Federfarma Lazio sottolineano comunque che i servizi di garanzia saranno in ogni caso garantiti dalle farmacie di turno.

Le preoccupazioni della Fofi

''Preoccupazione per gli effetti che le recenti misure economiche possono avere sui livelli occupazionali della rete delle farmacie di comunita', ma soprattutto sul livello del servizio reso ai cittadini''. E' l'allarme che arriva da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani (Fofi). ''Non si tratta soltanto di tutelare la sostenibilita' economica di un servizio indispensabile, ma di disegnare il ruolo che il farmacista puo' e deve avere nel futuro del Servizio sanitario'', prosegue Mandelli. E' necessario, sottolinea, ''passare a una diversa remunerazione delle farmacie basata anche sull'impegno professionale, che permetta di realizzare finalmente tutte le potenzialita' della farmacia dei servizi disegnata dalla Legge 69/2009''.  

La risposta delle parafarmacie

 "Un ricatto di una gravita' sbalorditiva di fronte al quale il governo cede immolando gli interessi di migliaia di farmacisti laureati che lavorano in parafarmacia, negando cosi' loro la possibilità, a parita' di titoli, di vendere liberamente tutti i farmaci". E' quanto scrivono oltre 4mila parafarmacie al governo, in una lettera a firma del presidente della Federazione nazionale farmacia non convenzionata, Giuseppe Scioscia, e inviata in queste ore ai fax di Palazzo Chigi, e insieme ai ministri Corrado Passera e Renato Balduzzi. Le parafarmacie si riferiscono alla serrata del 26 luglio proclamata dalle farmacie che, sottolineano, "ci crea indignazione e rabbia dal momento che la categoria e' gia' uscita indenne dal decreto 'Salva Italia', con buona pace delle oltre 4mila Parafarmacie che ancora attendono di vedere riconosciute le proprie richieste". "Illustre Presidente del Consiglio, stimati ministri - scrive Scioscia - siete riusciti a riformare pensioni e lavoro dipendente, incidendo sulle sorti di milioni di cittadini che hanno accettato il sacrificio per il bene del paese. Come è possibile dunque che 18000 titolari di farmacia (al secondo posto per denunce dei redditi dopo i notai) arrivino ad ostacolare un processo di liberalizzazione minacciando addirittura una serrata in segno di protesta?".

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