Cardiologi, tassare i cibi dannosi per limitare i problemi cardiovascolari

Redazione DottNet | 25/07/2012 17:12

La metà dei morti europei per problemi cardiovascolari potrebbe essere evitata con interventi ad ampio raggio come la tassazione dei cibi poco salutari o la regolazione della pubblicità. Lo afferma un editoriale della European Association for Cardiovascular Prevention & Rehabilitation sulla propria rivista, secondo cui bisogna passare da un approccio individuale a uno 'di popolazione'. Le malattie cardiovascolari, affermano gli esperti, fanno più di 4,3 milioni di morti e costano più di 130 miliardi di euro nel vecchio continente: "Fino a questo momento - scrivono gli autori - gli sforzi si sono concentrati sul cambiare gli stili di vita individuali, ma l'impatto e' stato minimo. E' ora di passare a interventi dei governi locali e nazionali che combattano le diete poco salutari, l'inattivita' fisica, il fumo o l'alcol".

Ci sono molti esempi dell'efficacia di questi cambiamenti, spiega l'editoriale: "In Repubblica Ceca e Polonia ad esempio, dopo la fine dell'Unione Sovietica i sussidi all'allevamento di animali sono stati spostati sulla coltivazione di frutta e verdura, ottenendo un rapido calo delle morti. Allo stesso modo i divieti sul fumo hanno ridotto rapidamente gli attacchi di cuore, molto piu' dell'offerta di corsi per smettere". Gli esperti hanno elaborato quattro suggerimenti per le istituzioni, dall'utilizzo di maggiori tasse sui cibi poco salutari per abbassare i prezzi di quelli sani all'aumento degli spazi in cui il fumo e' vietato alla maggiore regolazione della vendita di alcol. In tutti i campi serve un maggiore controllo della pubblicita': "Bisogna pensare che per ogni euro speso per campagne sulla salute - scrivono gli autori - l'industria ne spende 10 per la pubblicita' di prodotti dannosi".

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