Negli ospedali si sbaglia cinque volte su cento. Da Napoli arriva lo spread sanitario: in base ai giudizi saranno assegnati i finanziamenti

Redazione DottNet | 26/07/2012 10:05

Negli ospedali italiani si sbaglia piu' o meno quanto in quelli francesi, spagnoli, olandesi e canadesi: in circa 5 casi su cento. Meno della media dei dati internazionali (9%). E in oltre il 56% dei casi si tratta di errori clinici che possono essere prevenuti, se il personale sanitario applica protocolli e linee guida. E' quanto emerge da uno studio italiano che misura il tasso d'incidenza degli eventi avversi e la loro prevenibilita', pubblicato sulla rivista 'Epidemiologia&Prevenzione'. La ricerca e' stata condotta su oltre 7500 su cartelle cliniche di pazienti ricoverati nel 2008 in 5 grandi ospedali ubicati al Nord, al Centro e Sud. La distribuzione di eventi avversi per specialita' e' risultata prevalente in area medica (37,5%), seguita dalla chirurgia (30,1%), pronto soccorso (6,2%) e ostetricia (4,4%). ''Dire che il personale sanitario commette un errore in media in 5 persone ogni cento ricoverate - spiega Riccardo Tartaglia, del Centro di gestione rischio clinico e sicurezza del paziente della Regione Toscana - non significa che il 5% dei pazienti muore come conseguenza degli sbagli medici, come accaduto nel recente caso del neonato di Roma avvelenato da una flebo sbagliata''. Lo studio ha catalogato come eventi avversi da errore clinico varie situazioni, le cui ricadute vanno dal semplice prolungamento della degenza con necessita' di ulteriori terapie (66%) all'errore nella somministrazione di una terapia senza esito, fino alla presenza di una disabilita' al momento della dimissione (18%) e del decesso del paziente (10,6%)''. Tuttavia il tasso di eventi avversi identificato in questo studio ''conferma - conclude Tartaglia - anche a livello italiano la gravita' e rilevanza delle conseguenze della ridotta sicurezza delle cure''.

 

 

 

 

 

La proposta napoletana

Mentre lo spread dei titoli di Stato tiene con il fiato sospeso i mercati italiani, da Napoli nasce un nuovo tipo di differenziale di rendimento: è lo spread sanitario e a inventarlo è l'europarlamentare del Ppe - Mezzogiorno di fuoco, Enzo Rivellini. L’esperimento sarà seguito con interesse anche da altre aziende sanitarie che potrebbero imitare il nuovo strumento che sarà introdotto in Campania. Tra l'altro un analogo sistema di valutazione è stato da poco presentato dall'Agenas, ma qualcuno sostiene che è meno sofisticato del modello campano. ''La salute è un diritto - spiega - Ed è giusto, quindi, che il cittadino sia informato sulla qualità dei servizi che gli vengono offerti''.  Si tratta di uno strumento scientificamente studiato dall'europarlamentare assieme a un gruppo di esperti nel campo della medicina e del management sanitario. Tutto si basa su una serie di questionari che a settembre verranno inviati a tutti i direttori generali degli ospedali campani. Settantasette i quesiti un po' su tutto, sull'organico e le attrezzature, sui pronto soccorso, rianimazioni, terapie intensiva e blocchi operatori, ma anche sulla degenza, sul comfort della struttura alberghiera, sull'igiene, sul servizio cucina e sulla formazione professionale. E non mancheranno anche i controlli in venti strutture estratte a sorte. In base al punteggio finale verranno assegnate da una a sei stelline e da lì verrà poi calcolato il differenziale sanitario. Proprio come lo spread finanziario, anche il suo corrispettivo in sanità ha come metro di paragone la Germania. Per la precisione l'ospedale di Hindenburg considerato dagli esperti la miglior struttura d'Europa. Sempre a settembre, una delegazione di esperti, composta da Annamaria Colao, responsabile Rapporti con Enti di ricerca ed ospedali europei e componente del board scientifico che ha curato il manuale Roversi di Merqurio Editore, Maria Triassi, ordinaria alla Federico II e responsabile scientifico del progetto, Giovanni Improta, coordinatore del team, Mario Morlacco, attuale sub commissario alla Sanità regionale, Bruno Amato, presidente SanaSanita', Ciro Verdoliva, commissario dell'Ospedale del Mare, Michele Schiano, presidente della Commissione Sanità in Regione e del consigliere regionale Bianca D'Angelo, componente della commissione Sanità, andrà lì a valutare l'ospedale in modo da redigere i parametri di riferimento su cui verranno confrontati gli ospedali campani. ''Con questo sistema - dice Rivellini - potremo giudicare i nostri manager ospedalieri in maniera scientifica e tenendo fuori la politica. Sapremo con precisioni in quali strutture e in quali settori investire per migliorare i servizi e soprattutto potremo finalmente accedere a quel programma europeo, circa 560 milioni di euro complessivi di cui il 60-80% a fondo perduto, dedicati proprio alla riqualificazione della sanità''. Uno strumento che, spiega Rivellini, si candida a essere utile anche per chi in Regione in futuro si dovrà occupare di sanità. ''Abbiamo bisogno di un assessore - conclude Rivellini - non più di commissari al bilancio. Abbiamo bisogno di qualcuno che si occupi dei livelli essenziali di assistenza, che argini il fenomeno delle migrazioni sanitarie per le quali sprechiamo milioni di euro all'anno e soprattutto di una nuova legge regionale e speriamo anche nazionale''.

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