Dompè: rivedere l'iter regolatorio sui farmaci per le malattie rare

Farmaci | Redazione DottNet | 28/10/2008 16:38

Sui farmaci per le malattie rare è arrivato il momento di procedere ad una revisione dell'iter regolatorio e di registrazione per l'immissione in commercio, ormai troppo vecchio.

 E' quanto chiedono le associazioni delle industrie farmaceutiche, Farmindustria e Assobiotec. ''Oggi l'iter regolatorio per i farmaci orfani - ha spiegato Sergio Dompè, presidente di Farmindustria - risente di un percorso vecchio, occorrono strade innovative per indagare di più i farmaci di cura. Il dossier registrativo è vecchio. Le imprese vogliono raggiungere una maggiore redditività, trovare dei modelli che gli consentano di ottenerlo ed essere più veloci''. Una politica di incentivi per la ricerca sulle malattie rare deve prevedere, secondo Dompè, ''un rete tra pubblico e privato, la certezza di un quadro normativo chiaro e incentivi per la ricerca''. Oltre a questo, ha aggiunto Marco Renoldi, vicepresidente Assobiotec, ''come imprese biotech, impegnate anche sulle malattie rare, chiediamo l'estensione dei brevetti dei farmaci orfani, di escluderli da manovre correttive per il contenimento della spesa farmaceutica pubblica, di istituire un fondo integrativo per la terapia farmacologica e di estendere lo screening neonatale obbligatorio ad altre patologie per cui c'è un trattamento''. Dal 2000 ad oggi, ha concluso Dompè ricordando alcuni dati, ''sono state 700 le domande presentate all'Emea per la qualifica di farmaco orfano, 500 le designazioni ottenute e 41 le autorizzazioni all'immissione in commercio. Ma si può fare di più''.

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