Fuori corso, raddoppiano le tasse. Protesta al Quirinale

Sindacato | Redazione DottNet | 29/07/2012 11:41

''Ci incateneremo all'ingresso del Quirinale''. E' l'ultima spiaggia, rivolgersi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il garante di quella Costituzione che, accusa il Sindacato medici italiani (Smi), e' minata in uno dei suoi punti più importanti: il diritto alla salute e alle cure per i cittadini. A scatenare l'ira dei medici ospedalieri e di medicina generale è l'emendamento al decreto legge sulla spending review sull'aumento anche del 100% delle tasse ai fuori corso.

''Un attentato allo studio, alla cultura e alla medicina - attacca il presidente nazionale dello Smi, Giuseppe Del Barone - In quanti potranno permettersi di pagare 3000 euro all'anno? E cosa faranno i genitori con più figli, sceglieranno chi deve lasciare sogni e ambizioni nel cassetto per percorsi di studio più economici?''. Secondo lo Smi, si tratta di una regola che non tiene conto di chi proviene da famiglie meno abbienti e che per mantenersi agli studi deve lavorare o di chi ha avuto problemi di salute o di altro genere. In più, per laurearsi in medicina sono ci vogliono 6 anni di tasse universitarie e di costosissimi volumi scientifici, per non parlare del fatto che, a causa del numero chiuso, in molti si iscrivono in altre città e spendono cifre enormi per vivere lontani da casa. Arrivati alla laurea ci sono tasse all'Ordine, Inps, Enpam, Irpef e l'assicurazione. E nelle realta' in piano di rientro c'e' solo lavoro precario.

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