Tagli alla spesa: le reazioni delle associazioni di categoria. È scontro tra medici e farmacisti

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 01/08/2012 12:12

Il segretario della Fimmg aveva anche attaccato i farmacisti. E, puntuale, arriva la risposta del presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti italiani (Fofi), Andrea Mandelli: ''Si ha come l'impressione che Giacomo Milillo abbia scelto i farmacisti come un bersaglio polemico a prescindere, e non si comprende per quali finalità''. ''Non si spiega altrimenti – aggiunge Mandelli - l'allusione a ragionieri che favorirebbero una categoria per compensarla di altri sacrifici imposti. Se ci sono ragionieri al lavoro, non lavorano per noi. Quanto alla sostituibilità tra farmaci con il medesimo principio attivo, ma anche dosaggio e forma farmaceutica, non è una pretesa del farmacista, ma è quanto stabilito dall'Aifa nell'elaborare le liste di trasparenza. E' quindi fuori luogo parlare di responsabilità del farmacista''.

 E in ogni caso il medico può sempre indicare, aggiunge Mandelli, ''che il farmaco non è sostituibile, sotto la sua responsabilità''. E' vero quanto dice Milillo sulla possibilità per i medici inglesi di dispensare medicinali, ma ''bisognerebbe specificare - conclude Mandelli - che questo avviene quando, per ragioni legate al territorio, non è possibile l'apertura di una farmacia. In Gran Bretagna ci sono anche i farmacisti prescrittori, ma la Fofi ritiene che questa non sia una strada proficua: una professione cresce attraverso l'approfondimento delle sue competenze, non espropriando quelle altrui. E nemmeno creando contrapposizioni per il gusto della polemica''. E sui farmacisti e il loro ruolo si deve annotare anche la dichiarazione del presidente della federazione dei titolari di farmaci (Federfarma) Annarosa Racca: ''Grazie ai farmacisti i farmaci generici sono diventati una realtà e con le novità del provvedimento approvato al Senato continueremo a farli conoscere al cittadino''. ''L'esistenza del farmaco equivalente – precisa Racca - ha permesso al Servizio sanitario nazionale di risparmiare; risparmia anche il cittadino che assume il medicinale con prezzo di riferimento e quindi non paga la quota di compartecipazione. ''Con questa norma ci saranno sempre più ricette contenenti il principio attivo dei medicinali e il cittadino continuerà a trovare facilmente il farmaco nella farmacia sotto casa - ha concluso Racca - e continuerà ad essere assistito nella scelta dal suo farmacista''.

Snami

"E' stato apposto un presunto correttivo che rende ancora più indaginoso il lavoro del medico pregnando in negativo il suo atto prescrittivo intellettuale a favore di una becera e riduttiva attività burocratica. Si tenta di scoraggiare il Medico ad una determinata prescrizione appesantendola con una avvilente corazza “giustificativa” - dice Angelo Testa  leader dello Snami -. Quando il medico appone la firma su una ricetta per una prescrizione di un farmaco si assume la responsabilità, come atto medico, di ciò che sta facendo. Sta a significare che per la patologia del nostro paziente quella medicina è la migliore secondo scienza e coscienza e come conseguenza logica quindi ciò che non abbiamo prescritto di analogo o simile vuol significare che non va bene per il nostro assistito". "Confermare e rafforzare ciò che prescrivo indicando una sintetica motivazione conferma - incalza Testa -  che la mia firma ed il mio assenso perdono di valore e devo ulteriormente esplicitare il perché ho operato quella scelta". "Non si può non pensare alla disobbedienza civile - commenta Testa -  quando il sistema sanitario nazionale è sotto evidente attacco e si utilizzano questi metodi coercitivi per ottenere non so quali risparmi e revisioni della spesa. Il sistema sanitario nazionale non risparmia un centesimo se prescriviamo un farmaco generico oppure uno di marca". "Il cittadino aggiunge la differenza. Allora cui prodest questa operazione? All'economia che gira, protagonisti i cittadini con il risparmio della aggiunta sui farmaci, come qualcuno ha sentenziato oppure a chi? Cosa c'è dietro questa smania di indirizzare le prescrizioni mediche verso i generici? Aspettiamo le spiegazioni che anche se richieste a gran voce non arrivano mai - conclude Angelo Testa -, così come il silenzio è assordante di quando non arrivano risposte all'evidenza che farmaci apparentemente simili sono in realtà spesso differenti per disponibilità di principio attivo ed eccipienti. Talmente diversi che è la scheda tecnica, non certo redatta dai Medici, che lo sancisce vincolandone l'uso in determinate situazioni e non in altre. Ergo qualcuno ci vuole spacciare per identico qualcosa che è talvolta solo lontanamente simile e sempre quel qualcuno fa di tutto per guidare la nostra mano verso una prescrizione che così diventa coatta. Lo Snami proclama lo stato di agitazione permanente e tutte le azioni, anche legali, per questa ennesima farsa sulle spalle dei Medici e dei pazienti". 

Ordine dei Medici

Apertura urgente di un confronto, con la partecipazione di tutte le componenti interessate, per arrivare a un testo unico e condiviso, che regolamenti la normativa sulla prescrizione farmaceutica, facendo chiarezza sulle competenze professionali e mantenendo al centro i diritti del cittadino. Lo chiede la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) al ministro della Salute, Renato Balduzzi, nella lettera inviatagli ieri. La Fnomceo esprime ''forte preoccupazione'' per una serie di criticità derivanti dal provvedimento sull'obbligo per il medico di prescrivere i farmaci per principio attivo. ''Provvedimento che - rileva il presidente Amedeo Bianco - non sembra comportare risparmi per lo Stato, rispetto al sistema vigente, ma si limita a trasferire dal medico al farmacista il compito della scelta del farmaco in condizioni di equivalenza di principio attivo''. La facoltà ''ancora riconosciuta al medico di scegliere il farmaco motivandone le ragioni per iscritto - continua - configura una procedura tecnicamente inutile e professionalmente lesiva dell'autonomia e responsabilità prescrittiva in capo al professionista''. Nella maggior parte dei casi la sostituibilità tra farmaci equivalenti ''non crea problemi ma nessuno può escludere che questi si possano presentare - osserva - come nel caso di eventuali intolleranze agli eccipienti, o in particolari condizioni del paziente, come quella della concomitante presenza di più patologie''. Per questi motivi la responsabilità della scelta prescrittiva ''non può che rimanere in capo al medico - conclude - come confermato anche dalla giurisprudenza. Si veda la sentenza del Consiglio di Stato che conferma che l'andare a incidere sul principio di libera scelta del farmaco da parte del medico influisce sul diritto alla salute sancito dalla Costituzione''.

Simg

Esprimiamo delusione e sconcerto. La versione finale dell'emendamento sui farmaci è la dimostrazione di come si possano stravolgere giusti intendimenti di politica sanitaria, trasformandoli nell'italica abitudine delle soluzioni imposte dall'alto che si trasformano in burocrazia e scartoffie". Lo afferma Claudio Cricelli, presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), commentando l'articolo 15 del decreto sulla spending review, e sottolineando che la norma, "pur migliorata, prevede procedure a carico del medico inutilmente onerose". La mediazione raggiunta, sottolinea in proposito Cricelli, "prevede che per il medico di famiglia rimanga l'obbligo di indicare sulla ricetta il principio attivo", ma stabilisce che "il professionista ha la facoltà di specificare sulla ricetta il nome commerciale del medicinale, giustificando la scelta con una sintetica motivazione scritta".

Sumai

Il Sumai-Assoprof, come altre sigle sindacali, ''giudica negativamente, anche con le ultime modifiche approntate, l'emendamento sul vincolo di prescrizione del principio attivo dei farmaci". Lo afferma in una nota il segretario nazionale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana e professionalità dell'area sanitaria, Roberto Lala. "Il nostro sindacato - spiega - non ritiene accettabile che in una materia così sensibile come quella della prescrizione medica si prendano decisioni senza nemmeno preoccuparsi di attivare un confronto con i professionisti". L'emendamento, anche nella sua ultima modifica rappresenta, secondo Lala, ''oltre che un aggravio dei compiti del medico, anche un'indiscussa invasione di campo nelle scelte terapeutiche, ponendosi di fatto come un ostacolo all'azione prescrittiva''. Per queste ragioni il Sumai-Assoprof auspica ''che si possa in tempi brevi ridefinire questa norma - conclude - che rischia di creare solo disagi a medici e pazienti. Ribadiamo, non vi e' nessun pregiudizio rispetto allo sviluppo del farmaco generico, ma non crediamo che questo emendamento vada nella direzione auspicata dai relatori".

I consumatori

''La lobby dell'industria ha avuto la meglio: i medici continueranno a poter prescrivere i farmaci con il nome commerciale, mentre i cittadini saranno indotti a pagare per avere quello di marca, spendendo in più una media di 2 euro a confezione per la stessa efficacia terapeutica''. Così l'associazione dei consumatori Altroconsumo commenta in una nota la modifica all'emendamento della spending review sulla prescrizione dei farmaci generici. ''In una manciata di ore, dall'allineare l'Italia ad altri Paesi europei nella prassi di far indicare dal medico di famiglia il principio attivo in ricetta - spiega - si è ritornati indietro al passato: il medico compiacente che indica una marca invece che un'altra''. Visto che il medico non è più obbligato a indicare nelle prescrizioni il principio attivo al posto del nome commerciale del farmaco ''il risultato più probabile - continua - è che tutto resti immutato e che la quota del prezzo dei farmaci a carico dei cittadini continui ad aumentare, che nell'ultimo anno è salita del 13%''. Altroconsumo lancia l'invito ai cittadini ad attivarsi e insistere per avere il generico: ''se il sistema non riesce a difenderci, difendiamoci da soli - conclude la nota - Chiediamo sempre al medico di prescriverci un farmaco generico e in farmacia chiediamo sempre al farmacista di darci l'equivalente piu' economico''.

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