La proroga dell’Intramoenia è legge. Ma è scontro tra le forze politiche

Professione | Redazione DottNet | 02/08/2012 20:04

Il Senato ha approvato il decreto di proroga in termini di materia sanitaria, che sposta tra l'altro al 31 dicembre la scadenza per il regime transitorio della libera professione intramoenia. Il provvedimento è passato con 237 voti favorevoli, 35 contrari e 2 astenuti. Per le nuove norme occorrerà quindi attendere ancora. Oltre alla proroga per l'intramoenia, il provvedimento contiene anche una proroga della carica degli organi collegiali operanti presso il ministero della Salute "inderogabilmente non oltre il 31 dicembre", e la proroga per l'entrata in vigore dell'obbligo assicurativo per le professioni sanitarie, introdotto con la manovra di agosto dello scorso anno per tutti i professionisti, "non oltre l'entrata in vigore di specifica disciplina riguardante la responsabilità civile e le relative condizioni assicurative degli esercenti le professioni sanitarie".

"Il nostro voto favorevole al decreto di proroga nel settore sanitario contiene tre considerazioni riguardanti gli obblighi assicurativi, l'intramoenia e la regolarizzazione degli immigrati e il loro diritto all'accesso alle cure", afferma il senatore Lionello Cosentino del Partito Democratico, membro della Commissione Sanita' del Senato. "Alla luce di dati sull'aumento del 250% negli ultimi 10 anni dei procedimenti giudiziari risarcitori che riguardano medici del servizio sanitario nazionale, dipendenti degli ospedali o delle strutture accreditate, proponiamo una soluzione radicale - spiega Lionello - e cioe' che sia in capo all'azienda sanitaria, ospedaliera o privata l'obbligo risarcitorio". Il senatore Pd aggiunge che "sono 13 anni che la legge sull'intramoenia e' stata approvata e non e' applicata. L'idea che i servizi fondamentali non possono essere dati perche' non siamo in grado di organizzare con serieta' un sistema di liberta' professionale e' davvero inaccettabile". "L'ultima considerazione - conclude Cosentino - e' sull'ordine del giorno che riguarda la regolarizzazione degli immigrati e il loro diritto all'accesso alle cure, presentato da Pdl e Lega. Vorrei tranquillizzare il senatore Quagliariello: gli immigrati che vengono regolarizzati, che pagano le tasse e i contributi ricevono molto di meno perche' la pensione non l'avranno mai e perche', essendo prevalentemente giovani, hanno un consumo di spesa sanitaria molto piu' basso della popolazione anziana del nostro Paese". Di diverso avviso è Ignazio Marino, senatore del Partito Democratico: ''Da quindici anni si procede di proroga in proroga, questa non può essere la soluzione per disciplinare la libera professione dei medici''. ''Una legge già esiste - aggiunge Marino - è stata approvata all'unanimità e non viene applicata. Erano stati stabiliti dei principi che da quindici anni sono disattesi: la tutela della continuità di cura, per cui l'attività privata dovrebbe essere svolta solo all'interno del nosocomio al di fuori dell'orario di lavoro; il principio dell'equità di accesso alle cure e l'obbligo ad assicurare un numero di prestazioni nel pubblico non inferiore a quelle del privato''. A che punto siamo? ''Vi sono medici onesti che applicano questa legge senza subire un danno economico, anzi fatturando cifre superiori al milione di euro all'anno. Poi - sottolinea Marino - ci sono gli altri, coloro che speculano sulla salute delle persone, convincendo i malati ad andare nelle loro cliniche private e allungando le liste di attesa negli ospedali pubblici''. Per questi motivi, conclude il senatore Pd, ''questa sarà davvero l'ultima proroga che voterò su questo tema''.E ancora più duri i toni dell’Idv: ''Il Governo si è impegnato con l'ordine del giorno dell'IdV a porre fino alle reiterate proroghe del previsto termine del 31 dicembre 2012 in materia di esercizio dell'attivita' medica libero-professionale intramuraria e a predisporre, nell'ambito della propria competenza e in accordo con le regioni, una disciplina organica in materia ed un sistema di adeguati controlli volti a garantire la sua applicazione completa ed omogenea sull'intero territorio nazionale'', tuona  la senatrice dell'Italia dei Valori, Patrizia Bugnano, che ha presentato un odg al ddl che sta per essere licenziato dal Senato. ''Infatti, la proroga contenuta in questo provvedimento e' la sesta ed ha creato storture anche in termini di evasione fiscale. Crediamo che l'attivita' professionale privata intramuraria debba essere disciplinata in modo omogeneo su tutto il territorio: e' ora che le Regioni si mettano in regola una volta per tutte. Per questo - conclude Bugnano - ci auguriamo che il governo sia conseguente al suo impegno e che questo nostro odg non resti solo sulla carta, cosi' come spesso accade''.

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