Le problematiche alcool correlate nelle competenze del dipartimento delle dipendenze patologiche

Vincenzo Di Serafino | 07/08/2012 10:17

sanità-pubblica

I più recenti dati rilevati sui consumi alcolici e i modelli di consumo del nostro Paese consolidano la percezione di un avvenuto passaggio dal tradizionale modello mediterraneo, con consumi quotidiani e moderati, incentrati prevalentemente sul vino, a un modello più articolato, che risente sempre più dell’influsso culturale dei Paesi del Nord Europa, pur restando ancora legato, soprattutto fra i soggetti più anziani, alle tradizionali bevande alcoliche e abitudini di consumo.

Il decennio 2000-2010 ha visto in particolare la crescita fra i giovani e i giovani adulti dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale. L’ aumento dei consumi fuori pasto è stato rilevante nel decennio sia fra gli uomini che tra le donne, che hanno registrato un aumento quasi pari a quello degli uomini; il consumo fuori pasto si è particolarmente radicato tra i più giovani e i giovanissimi: nella fascia di età 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. Tra le ragazze di quest’età nell’ultimo quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si è quasi triplicata.

In Italia l.500.000 sono le persone con problemi alcool-correlati; 5.000.000 le famiglie,377.600 le vittime di infortuni sul lavoro provocati dall’uso di bevande alcoliche,30.000/40.000 le morti l’ anno per cause legate al consumo di bevande alcoliche,3.000/4.000 morti l’anno per incidenti stradali causati dal consumo di bevande alcoliche.

Ogni anno ci sono 50.000 nuovi alcoolisti e tale abuso è la prima causa di morte tra i giovani,la terza tra gli adulti.

7.500 miliardi sono i costi sociali l’anno dell’alcoolismo in Italia e cioè una cifra tra il 2 ed il 5% del PIL.1

Nel 2002 sono stati presi in carico dai soli servizi territoriali per le alcool-dipendenze del SSN,44.490 soggetti (34.191 uomini e l0.299 donne).

L’argomento dei problemi correlati all’abuso alcolico è fra gli aspetti epidemiologici e di salute pubblica più discussi nel corso degli ultimi anni.Gran parte delle informazioni disponibili in Italia sono basate sulle elaborazioni ISTAT dei dati di importazione,esportazione,etc.;sui consumi famigliari

(indagini campionarie ISTAT sulla spesa delle famiglie per beni di consumo) e sugli stili di vita.2

E’ di rilievo comune il riscontro ,nelle realtà “mediterranee”,di un prevalente consumo di vino,rispetto alle altre  bevande alcoliche.

Tale tendenza,che trova le sue radici nella cultura e nelle tradizioni enologiche del sud-Europa, ha mostrato una sostanziale modificazione nel corso dell’ultimo decennio.Allo stato attuale,tuttavia,essa non è stata così rilevante da incrinare il tradizionale contributo apportato in Italia dal vino al consumo alcolico quotidiano (circa il 75-80 %).Nonostante la significativa riduzione dei consumi registrata nel corso degli ultimi anni (-33,3 % tra il l981 e il l998),il consumo medio annuo pro capite internazionale di alcool puro indica una persistenza di consumi tra i più elevati in Europa.

Dati più recenti mostrano in Italia differenze regionali,ma una sostanziale uniformità sulla maggiore esposizione del sesso maschile al consumo alcoolico eccessivo.Il ricorso all’ analisi delle schede di dimissione ospedaliera (SDO) può contribuire a stimare l’impatto delle patologie “alcooliche” sui servizi sanitari,anche se spesso esse sono sottostimate.3

 La situazione,come si può facilmente immaginare,è allarmante,infatti al cosiddetto bere mediterraneo,il consumo di vino tra gli adulti,si deve aggiungere il bere anglosassone,il “binge drinking” dei giovani e giovanissimi ,finalizzato all’alterazione dello stato di coscienza in una cultura dello “sballo”.

L’assorbimento dell’alcool a digiuno è totale ed estremamente rapido:infatti inizia immediatamente dopo l’ingestione e si completa in un tempo variabile dia l5 ai 40 minuti.

La sua presenza nel sangue è riscontrabile entro 5 minuti dall’ingestione e raggiunge la massima concentrazione ematica in un’ora circa.La velocità dell’assorbimento dipende dal fatto che la molecola diffonde facilmente attraverso le membrane biologiche e che avviene in qualsiasi punto del tubo digerente,con una prevalenza nell’intestino tenue ,ma anche nel cavo orale,nello stomaco,nel colon e nel retto.4

Grazie al Progetto “Il pilota” (che richiedeva che la persona alla guida dell’auto non avesse bevuto per tutta la serata),l’Osservatorio Nazionale Alcool e la Società Italiana di Alcoologia hanno elaborato una sertie di statistiche presentate in occasione dell’Alcool Prevention Day 2011.5

Ebbene,il 67 % dei l3-15 enni   beve il sabato sera,ma anche,in prevalenza ridotta.,negli altri giorni della settimana.In media ,su cento giovani,35 dichiarano di consumare l-2 bicchieri di bevande alcooliche

28 da 3 a 5 bicchieri ed in 20 bevono più di 6 bicchieri in un'unica occasione, ubriacandosi. I rischi aumentano quando l’abitudine a bere si accompagna al sovrappeso ed al fumo di sigaretta.

L’alcool è uno dei principali fattori di rischio per la salute dell’uomo ed è la terza causa di mortalità prematura e di malattia nell’Unione  Europea.

Inoltre ,negli anziani,,come pure nelle donne,si perde molto presto  l’alcool-deidrogenasi,l’enzima presente soprattutto nel fegato e nello stomaco che ci consente di smaltire i bicchieri di troppo.Esso riesce a metabolizzare al massimo 6 grammi di alcool per ora.Sono quindi necessarie due ore per eliminare dall’organismo un bicchiere di vino o una lattina di birra,un bicchierino di whisky o di amaro,tutte bevande che contengono mediamente 12  grammi di alcool.

Superata la soglia dei 6  grammi l’ora,si verifica un aumento del meccanismo che porta ad un elevato rischio di malattie,tra cui la cirrosi ed alcune neoplasie.

L’alcool ha anche un’azione tossica sulle cellule un fase di sviluppo,in particolare su quelle cerebrali. I bambini  che  nascono da una mamma bevitrice hanno un elevato rischio di manifestare disturbi dello sviluppo fisico e psichico con marcati deficit cognitivi ed hanno maggiori probabilità di contrarre affezioni  problemi alcool-correlati in età adulta.

Di particolare rilievo i deficit nutrizionali che si instaurano nel soggetto etilista,in quanto l’alcool riduce l’appetito,sostituisce in parte il cibo,ha azione lesiva sul tratto digerente,cau8sa un’alterazione del metabolismo e della utilizzazione di numerosi nutrienti,provoca un ridotto assorbimento di vitamine, folati e di elettroliti fondamentali calcio,fosforo,,magnesio).

Malnutrizione e danni da abuso di alcool concorrono a determinare un’alterazione dell’assetto immunitario,che,negli alcoolisti cronici,aumenta il rischio di tumori;tra questi di particolare rilevanza sono le neoplasie delle prime vie aeree e dell’apparato digerente.6

Alcool e sanità

Grazie ad una visione integrata e alla lettura in termini culturali del problema l’attenzione si è spostata dal concetto di dipendenza o dipendenza patologica a quello di stile di vita,che prende in considerazione l’uso ed il consumo di alcool come comportamento che riguarda tutta la popolazione e non soltanto una minoranza di essa.

L’alcoologia ha intrapreso,nell’ultimo ventennio un percorso sempre più specifico,distinguendosi in modo sostanziale fra le dipendenze da sostanze illegali.

Del resto ,l’OMS, la Comunità Europea e la normativa italiana non includono quella alcolica nell’area delle dipendenze da sostanze stupefacenti,per cui si è resa necessaria una legge-quadro (7) , a riconoscimento della specificità dei problemi alcool-correlati. La legge reca norme finalizzate alla prevenzione,alla cura ed al reinserimento sociale degli alcool-dipendenti. Essa tutela il diritto delle persone,in particolare dei bambini e degli adolescenti ,ad una vita famigliare,sociale e lavorativa protetta dalle conseguenze legate all’abuso di sostanze alcoliche e superalcooliche. Favorisce l’accesso delle persone che abusano di tali sostanze e dei loro famigliari a trattamenti sanitari ed assistenziali adeguati,favorisce l’informazione e l’educazione sulle conseguenze derivanti dal loro abuso e consumo,promuove la ricerca e garantisce adeguati livelli di formazione ed di aggiornamento del personale che si occupa dei problemi alcool-correlati.

L’alcool,insieme al fumo,all’inattività fisica e agli eccessi alimentari,ha assunto iun’importanza sempre maggiore,soprattutto per le conseguenze che l’uso eccessivo di bevande alcoliche può avere sui consumatori,i giovani in particolare,tanto da parlare di grave pericolo per la salute individuale e collettiva.Il consumo di alcool è fortemente influenzato dal contesto culturale,sociale,economico e politico.

Su questo fronte l’Italia è il primo dei 51 Paesi afferenti alla Regione Europea dell’OMS ad aver raggiunto l’obiettivo di una diminuzione del 25% del consumo pro-capite di alcool nel periodo prefissato (l98l-2000).A questi risultati,tuttavia, si associano anche andamenti in controtendenza,come l’aumento del consumo tra i giovani.

Resta ferma la necessità di un approccio territoriale di rete e di collaborazione interistituzionale,in grado di coinvolgere in modo più diretto e puntuale le istituzioni pubbliche e private,dei  settori sociale e sanitario ed in primo luogo gli Enti locali,che possono svolgere un ruolo strategico per il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza connessi con la riduzione del danno alcool-correlato.

Utili strumenti sono i protocolli e gli atti di indirizzo ai fini dell’attivazione di sinergie agili e scevre da burocratismi.

La Regione Abruzzo,nell’ambito delle aree strategiche di intervento prioritario,indicate dalla L. 125/200l e dal PNAS, ha  privilegiato le seguenti Azioni nel triennio 2008-20l0:

l) sviluppare nella popolazione generale una maggiore conoscenza  e consapevolezza del danno provocato dall’alcool sulla salute e sul benessere individuale,famigliare e sociale,tramite programmi di prevenzione centrati su stili di vita sani,volti a promuovere benessere e salute fin dalla più tenera età,con il coinvolgimento di genitori ed insegnanti.

2) promuovere una strategia regionale di interventi in tema di alcool e guida.

3) ridurre il rischio di problemi alcool-correlati nei luoghi di lavoro.

4) fornire un trattamento accessibile ed efficace,sia di assistenza primaria che specialistico,alle persone che consumano alcool in modo rischioso o pericoloso e a quelle affette da alcool-dipendenza.

5) implementare azioni volte a favorire la continuità assistenziale ospedale-territorio.

6) valorizzare e sostenere le associazioni di auto-mutuo aiuto e di volontariato con esperienza e competenza nel ridurre i danni alcool-correlati.

7) sostenere le reti con funzione specifica di “ advocacy “ nei propri ambiti,quali associazioni di operatori sanitari,rappresentanti della società civile e organizzazioni di consumatori.

Ruolo  del Dipartimento delle dipendenze patologiche

I Servizi di Alcoologia già istituiti nelle Asl sono strutture complesse;per quelli da istituire si tratterà di strutture complesse,ovvero semplici,a seconda del modello organizzativo ed operativo autonomamente individuato da ciascuna Asl (sulla base della rilevanza quantitativa e qualitativa della situazione nel territorio).

Le singole Asl,nel rispetto dell’autonomia organizzativa e contabile,attribuita dal D.L.vo 502 al Direttore Generale e della loro specificità,secondo le linee guida regionali alle Asl per l’adozione degli Atti aziendali,stabiliscono la collocazione dei Servizi di Alcoologia,che vanno preferibilmente inseriti nei Dipartimenti delle Dipendenze,oppure tra le aree omogenee in cui si articolano i Dipartimenti di Scienze Biomediche (DBS).

Sono individuate adeguate modalità di raccordo tra Servizi alcoologici ,Comunità terapeutiche per alcoolisti,Carceri,Enti ed Istituzioni varie,coinvolte dalle ricadute multisettoriali dei problemi alcool-correlati.(8)

Il coordinamento tecnico e progettuale in ambito territoriale e regionale tra il sistema dei Servizi alcoologici e i soggetti operanti a vario titolo nel settore dei problemi e delle patologie alcool-correlate,è assicurato da un gruppo di lavoro regionale,rappresentativo di Servizi pubblici ,Enti ausiliari,Associazioni di auto-aiuto,Volontariato ed esperti in materia ed insediato presso l’Agenzia Sanitaria regionale.

Nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale per le Dipendenze è collocato l’Osservatorio Regionale Alcool con attribuzione di funzioni di monitoraggio dei dati relativi all’uso,abuso e patologie alcool-correlate e per i quali esistono finanziamenti ad hoc.

Le Asl,tramite i Servizi di alcoologia e la sottoscrizione di convenzioni o protocolli di intervento ad hoc,assicurano prestazioni di prevenzione,diagnosi,cura e riabilitazione a favore dei soggetti detenuti,internati ed in espiazione alternativa,affetti da   problemi e patologie alcool-correlati,in collaborazione con gli operatori degli Istituti penitenziari e …………………. sia per i soggetti maggiorenni che minorenni.

L’obbiettivo dei Dipartimenti per le Dipendenze patologiche deve esser quello di creare un’alleanza terapeutica tra paziente ed operatori.Essi dovranno prevenire e curare i danni indotti da comportamenti a rischio,dall’uso eccessivo e dalldipendenze da sostanze   legali,illegali.Dovranno anche occuparsi di recuperare e reinserire la persona nel suo ruolo sociale,lavorare per una ecologia del benessere non pregiudiziale,ma consapevole della complessità e del polimorfismo delle dipendenze.

Ciò presuppone l’attivazione di una rete di servizi multidisciplinare integrata pubblico-privato sociale,il cui scopo sarà:

  1. l’analisi dei bisogni di disagio e di cura espressi dal territorio
  2. individuare,attivare ed integrare tutte le risorse territoriali possibili
  3. predisporre un’adeguata offerta di servizi,flessibile e variata
  4. valutare la qualità dei servizi e la funzione di rete.

Il compito di questa struttura sarà di precisare se i disturbi alcool-correlati,manifestati dai pazienti siano primari o secondari e,in quest’ultimo caso,la struttura fornirà su richiesta la propria consulenza ai Servizi territoriali e/o ospedalieri competenti.

La struttura di alcoologia ha il compito di affrontare il rapporto che si può creare fra un individuo e le bevande alcoliche e che si concretizza in una dipendenza psicologica,talvolta anche fisica dall’alcool,costituendo,così,l’elemento specifico e caratterizzante dell’alcool-dipendenza.

Le eventuali complicanze psichiche ed organiche (incluse quelle neurologiche) secondarie all’abuso di alcool etilico sono di competenza dei Servizi territoriali

 ed ospedalieri che abitualmente trattano tali specifiche malattie e/o disturbi.

Tra le attività svolte rientrano anche quelle indicate per il Dipartimento di patologia e dipendenze (colloqui di accoglienza,interventi medico-infermieristici,interventi psicologici,interventi socio-riabilitativi,attività di prevenzione).

Le attività di prevenzione sono svolte in regime di consulenza e supporto alle specifiche strutture:

-Gruppo aziendale per l’educazione alla salute;

-Equipe per la prevenzione del Dipartimento di Patologia delle dipendenze;

-Gruppi di lavoro interservizi sull’alcoolismo (GLA).9

I GLA garantiscono una stretta collaborazione fra gli operatori della struttura di alcoologia ed quelli appartenenti ad altri Servizi o Reparti della Asl,oppure ai Servizi sociali dei vari Comuni e alle Associazioni di volontariato che operano a favore degli alcoolisti e delle loro famiglie nel territorio della Asl;organizzano momenti formativi per operatori socio-sanitari (CRI,OSS,MMG,etc,).E’ particolarmente significativo il rapporto della struttura di Alcoologia con le Associazioni che promuovono e sostengono diversi gruppi di auto/mutuo-aiuto a favore di alcoolisti e loro famigliari:

Alcoolisti anonimi (AA),Al-Anon (famigliari di alcoolisti)

Al-Ateen (figli adolescenti di alcoolisti)

Club Alcoolisti in Trattamento (CAT:gruppi di famiglie con problemi alcool-correlati).

Quando la situazione lo richiede e gli interessati sono disponibili,la struttura di Alcoologia favorisce l’inserimento in  essi dei pazienti e dei famigliari,collaborando attivamente e stabilmente nel pieno rispetto delle competenze e atono,mie.

Conclusioni

L’insieme degli atti normativi e programmatici di riferimento ed altri fondamentali documenti del settore,quali la Dichiarazione di Stoccolma su giovani ed alcool,configurano la necessità di fondare le strategie di intervento su adeguati sistemi informativi e di monitoraggio dei consumi,dei danni alcool-correlati e della stessa efficacia delle azioni adottate.

A livello scientifico è tanto evidente la correlazione tra uso di alcool ed incremento della mortalità da far iscrivere i kl consumo di alcolici tra i determinanti della salute di una popolazione.

Ad ogni modello di consumo sono,però,anche associati specifici rischi e danni per la salute e la sicurezza,cosicché la predisposizione di un adeguato complesso di interventi richiede grande attenzione per lo studio della distribuzione dei modelli di consumo nelle varie fasce di popolazione e per il monitoraggio dei danni per la salute.

E’ essenziale la valutazione della mortalità,delle morbilità e del rischio sociale.

La Leggequadro in materia di alcool e problemi alcool-correlati non ha ancora posto il Sistema pubblico dei Servizi nelle condizioni di poter far fronte ai bisogni della prevenzione,assistenza,cura e riabilitazione,pur regolamentando aree fondamentali quali la pubblicità,la vendita ed il lavoro.

Fin dal primo Piano dio Azione europeo per l’alcool il nostro Paese ha aderito alle azioni promosse dall’OMS con strategie di settore che hanno anche consentito di raggiungere importanti risultati (quali la citata riduzione del 25% del consumo annuo dei alcool puro pro-capite ed il decremento della mortalità per cirrosi epatica).

D’altra parte in Italia sono tuttora elevate le ripercussioni sanitarie e sociali correlate ai consumi di alcool ed è altrettanto certo che la Legge 1   25/200l non è stata ancora completamente attuata.

Il SSN sostiene tutt’oggi costi elevatissimi per l’assistenza erogata a livello sia ospedaliero che territoriale per i danni alcool-correlati.Ai costi sanitari si sommano quelli sociali,che,anche in termini economici,si pagano in produttività perduta,oltre che con la riduzione della qualità e della durata di vita,la sofferenza delle persone e delle famiglie,l’aumento del disadattamento e della violenza.

D’altro canto in  più aree territoriali l’associazionismo non solo assolve funzioni di collaborazione e supporto ai Servizi pubblica,ma spesso supplisce alle  carenze sul piano sia della prevenzione che della stessa cura (ad es. per la disassuefazione e della riabilitazione.

E’ in questo contesto che si colloca il Progetto promosso dal Ministero della Salute ed affidato ,di concerto con le Regioni e le Province autonome, alla Toscana ed alla Lombardia.Queste ultime quali Regioni capofila,dovranno realizzarlo perseguendo le finalità indicate dal Ministero.

Obbiettivi generali

 

  • Stimare l’impatto socio-sanitario della patologia alcolica ed alcool-attribuibile nei Servizi/Reparti delle Asl e ospedalieri delle aree regionali coinvoltge;
  • Individuare e diffondere,attraverso il confronto attivo tra i vari programmi di prevenzione secondaria messi in pratica dai Servizi,modelli di buona pratica per la riduzione del danno alcool-correlato;
  • Valutare,in termini di rapporto costo/efficacia,i programmi di trattamento integrato (farmacologico-psico-sociale) degli alcool-dipendenti;
  • Migliorare le competenze e le abilità tecniche del personale dei Servizi pubblici per la presa in carico dei soggetti don problemi e patologie alcool-correlate;
  • Realizzare una scheda di rilevazione di tipo individuale,centrata sul singolo soggetto,anche ai fini di adeguamento agli standard richiesti a livello europeo per i soggetti dipendenti.Ciò anche al fine di consentire l’accrescimento di una base conoscitiva per orientare,nel tempo,una valida attività istituzionale di prevenzione,trattamento e riabilitazione dei soggetti con problemi alcool-correlati.