Dalla nuova intramoenia alle aggregazioni dei medici di base, ecco come cambia la sanità italiana. Presto dal medico o in ospedale con un codice identificativo, no al certificato per le attività sportive

Redazione DottNet | 27/08/2012 21:44

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Sono in tutto 27 gli articoli dell'ultima bozza del decreto che conferma alcune delle anticipazioni emerse nei giorni scorsi, come la riforma dell'intramoenia e quella dei medici di famiglia, che si dovranno unire in aggregazioni funzionali territoriali in modo da sgravare il pronto soccorso dei casi meno urgenti e offrire assistenza sul territorio h24. Confermata anche la tassa sulle bibite analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti. Il testo infatti prevede per 3 anni un contributo straordinario a carico dei produttori di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, ma stabilisce anche un contributo a carico di produttori di superalcolici, "in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato".

 Il ricavato sara' destinato al finanziamento dell'adeguamento dei livelli essenziali di assistenza (Lea), con particolare priorita' alla riformulazione degli elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare. Tra le altre novita' inserite nel decreto legge, spiccano quella relativa all'introduzione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse), punto d'arrivo del processo di dematerializzazione in sanita', e le nuove norme che riguardano le nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie, che saranno nominati dalla Regioni "garantendo adeguate misure di pubblicita' dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti".

La sanità elettronica

In un futuro non molto lontano ci recheremo in ospedale, dal medico di famiglia o in farmacia semplicemente con un "codice identificativo univoco". Stop ai pezzi di carta stropicciati e alle fotocopie delle ricette mediche, perche' tutta la nostra storia sanitaria sara' contenuta all'interno di un solo codice. Almeno, questo e' quello che emerge dalla lettura della mini-riforma sulla sanita' che dovrebbe approdare il 31 agosto sul tavolo dei Consiglio dei ministri e che prevede, in proposito, l'istituzione, da parte di Regioni e Province autonome, del cosiddetto fascicolo sanitario elettronico (Fse), sulla scia dell'Agenda digitale promossa dal ministro Corrado Passera. Si tratta, in sostanza, spiega il testo, "dell'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito". L'obiettivo e' chiaro e dichiarato da tempo: 'dematerializzare' la sanita' e spostare tutto da carta a digitale. Un percorso teoricamente condiviso da tutti gli attori in gioco ma certamente non facile da realizzare in tempi brevi, come dimostra il cammino tortuoso dell'attesa ricetta sanitaria elettronica, che dovrebbe produrre risparmi e portare maggiore trasparenza e tracciabilita' ma che rischia di subire ritardi rispetto alla tabella di marcia messa a punto dal ministero dell'Economia, che nel decreto del Novembre 2011 ha fissato a dicembre 2012 il passaggio a regime della prescrizione online e il conseguente pensionamento della storica ricetta 'rossa'. Al momento, infatti, nonostante la fase di sperimentazione sia stata avviata in quasi tutte le Regioni, permangono ancora notevoli problemi di natura tecnica e molte sono le differenze tra le singole Regioni (Lombardia ed Emilia-Romagna sono vicine al traguardo) per pensare che i tempi possano realmente essere rispettati. Non e' un caso che gia' poco prima dell'estate i medici di famiglia avevano avanzato l'ipotesi di una proroga dei tempi, paventando difficolta' simili a quelle incontrate con l'avvio della riforma sui certificati medici online. A complicare ulteriormente l'introduzione della ricetta elettronica, infine, sono arrivate le nuove norme sulla prescrizione dei farmaci, che potrebbero provocare altri ritardi. Eppure, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha recentemente ribadito che l'obiettivo e' quello di evitare ritardi e nello stesso tempo do consentire nei termini previsti l'introduzione della ricetta elettronica.

Le nuove norme

Nuove norme anti-fumo, con multe fino a mille euro per chi vende le famigerate 'bionde' ai minorenni (2mila in caso di recidiva e stop di 3 mesi della licenza), una 'stretta' contro videopoker e slot machine, che dovranno stare a debita distanza: almeno 500 metri, da scuole, centri giovanili o istituti frequentati principalmente da giovani ma anche da ospedali e centri come le residenze sanitarie e assistenziali per anziani. Arriva anche una tassa ad hoc per i produttori di bevande analcoliche zuccherate ed alcoliche, e nuovi criteri per la selezione dei direttori generali delle aziende sanitarie. E' un provvedimento a 360 gradi, con dentro molti dei temi 'caldi' della sanita' italiana, quello messo a punto dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, che con ogni probabilita' arrivera' il 31 agosto prossimo sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il decreto "e' ancora a livello di bozza e sara' discusso, per ora e' una proposta", si e' limitato a commentare il ministro della salute, Renato Balduzzi, che mercoledi' mattina incontrera' gli assessori regionali. I partiti, nel frattempo, restano in attesa, ma certo tanto il Pdl, "la tassa sulle bibite e' demenziale", ha chiosato il capogruppo in Senato, Maurizio Gasparri, quanto il Pd non nascondono un certo disappunto per non essere stati informati delle norme piu' 'innovative' (leggi tassa sulle bibite). Al punto, si mormora, da sentirsi autorizzati ad avere maggiore liberta' quanto il testo arrivera' in Aula.

Certificato sportivo

Una norma comparsa a sorpresa, destinata potenzialmente a sconvolgere le abitudini di milioni di italiani, poi dichiarata 'refuso' dal ministero della Salute non prima di aver suscitato le polemiche dei medici di base. Questa la storia, breve ma intensa, di una norma contenuta nell'ultima bozza del 'decretone' sulla sanita' che andra' in discussione nel Cdm del 31 agosto, che prevedeva anche per lo sport non agonistico, dalla palestra alla piscina, un certificato del medico sportivo. La prescrizione, recitava la bozza del decreto, era stata pensata "Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un'attivita' non agonistica o amatoriale", e ovviamente non era piaciuta ai medici di medicina generale, che finora erano i principali deputati a rilasciare il certificato: "Non condivido la decisione per due motivi - aveva spiegato Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, il principale sindacato dei medici di base - da una parte ci sara' un aumento dei costi per le famiglie, dovuta anche al fatto che ci sono molti meno medici sportivi rispetto ai medici di medicina generale, e quindi molti ricorreranno al privato. Dall'altra la maggiore spesa e i disagi inevitabili saranno un disincentivo all'attivita' sportiva. La decisione e' dannosa per la salute". La possibile platea interessata dal cambiamento, afferma l'Istat nella sua indagine 'Aspetti della vita quotidiana', sarebbe stata di piu' di 12 milioni di persone, circa il 22% della popolazione sopra i 3 anni, che pratica qualche forma di attivita' in modo continuativo. L'ipotesi era invece piaciuta ai medici sportivi: "E' senz'altro una novita' positiva - aveva commentato Enrico Castellacci, il medico della nazionale italiana di calcio - visto che stiamo parlando di tutelare la salute, questo tipo di certificato e' un passaporto per la vita". Dopo qualche ora, pero', a spegnere le polemiche e' arrivato il dietro-front del ministero: la misura e' un refuso che dovrebbe sparire dalla versione definitiva del provvedimento, anche perche' l'intenzione, si apprende da fonti ministeriali, e' di rafforzare i controlli ma sempre da parte dei medici di base. Il termine refuso era stato usato anche lo scorso aprile quando nel ddl lavoro era apparsa una norma che prevedeva lo stop alle esenzioni del ticket per i disoccupati. In quel caso pero' la retromarcia era toccata al ministero del Welfare.

La nota del Sumai

Il decreto del Ministro della Salute Renato Balduzzi anticipato da alcuni organi di stampa in materia di sanità contiene certamente modifiche importanti e che sembrano andare nella giusta direzione, soprattutto per quanto attiene le norme che modificano l'articolo 8 del Dlgs. 502/92 e che mirano al rafforzamento del sistema delle cure territoriali. E che ricordo, sono frutto del lavoro svolto dal tavolo
attivatosi tra il Ministero della Salute e le Organizzazioni Sindacali negli ultimi mesi". È quanto sostiene il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala, commentando la bozza del decreto Balduzzi che sarà presentata al prossimo Consiglio dei Ministri del 31 agosto. "Il potenziamento del sistema delle cure territoriali e l'integrazione tra i professionisti che vi operano è decisivo - specifica Lala - e lo diciamo da anni. È chiaro, però, che una proposta di riforma che affronta molti nodi scoperti del nostro sistema sanitario dovrà essere il più  possibile condivisa tra tutti gli attori del sistema: Regioni in primis". " Altro tema - prosegue Lala - che riteniamo importante, anche se va ulteriormente approfondito, riguarda le norme sulla responsabilità civile. Positivo il fatto che la responsabilità del medico viene riferita solo alla colpa grave e bene la creazione di un Osservatorio e di un albo di consulenti, mentre si poteva fare di più sul Fondo ad hoc. Negativa, invece, l'assenza delle tabelle di risarcimento, un elemento che può evitare iniquità e speculazioni". " In ogni caso - conclude - il nostro auspicio è quello di non trovarci di fronte all'ennesima proposta destinata a cadere nel dimenticatoio, anche perché mai come oggi il nostro sistema sanitario necessita di una riforma che punti allo sviluppo delle cure sul territorio al fine di rendere un'assistenza e un servizio migliore ai cittadini".

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