Guardie mediche, lo Smi denuncia troppe aggressioni

Redazione DottNet | 27/08/2012 21:21

Il 78% ritiene inadeguato il trattamento economico alle sue prestazioni lavorative, solo il 10% ritiene soddisfacente la situazione in materia di sicurezza sul lavoro, il 22% ritiene di lavorare in strutture fatiscenti e malgestite, e il 14% di fare un lavoro a rischio. Inoltre 9 su 10 hanno subito almeno una volta un'aggressione: sono questi alcuni dati preliminari che emergono da un'indagine dello Smi (Sindacato medici italiano) tra le guardie mediche.

In Italia sono 13mila circa i medici di continuita' assistenziale, organizzati in 2651 presidi. Molte regioni settentrionali si trovano in difficolta' per la carenza di medici forniti dei requisiti previsti dall'Accordo collettivo nazionale, quale l'attestato di Formazione in Medicina generale e vanno avanti assegnando incarichi temporanei di un anno come il Veneto, l'Emilia Romagna ed il Piemonte. Dal sondaggio dello Smi emerge l'immagine di una professione svolta con grandi stress e difficolta'. Lavorare di notte e' fonte di ansia e tensioni emotive (24%), disturbi fisici (12%), irritabilita' (10%), minore efficienza lavorativa (10%) e conflitti familiari (11%). C'e' poi il problema della sicurezza e delle aggressioni, che nel 90% dei casi, secondo i dati raccolti dallo Smi, avvengono nelle postazioni di lavoro, prive di strumenti di sicurezza. Su 2.500 guardie mediche interpellate, 9 su 10 hanno subito almeno un'aggressione durante la loro attivita', e otto su dieci piu' di una. il caso nasce dal fatto che solo 99 medici hanno risposto al bando presentato della asl per 300 guardie mediche a Milano, come riporta il quotidiano Repubblica. Una situazione questa che fa di Milano per ora un 'caso' in Italia, visto che nelle altre regioni il sistema regge, ma che presto potrebbe estendersi anche al resto del Paese. A lanciare l'allarme e' il Sindacato dei medici italiano (Smi). ''Si tratta di un lavoro duro, pericoloso, poco retribuito - spiega Pina Onotri, responsabile nazionale Smi per la continuita' assistenziale - e senza tutele. Chi fa la guardia medica infatti non ha diritto a malattia, maternita' e ferie retribuite. Senza contare che il 90% delle postazioni sono prive degli standard di sicurezza''. In Italia attualmente, secondo i dati dello Smi, sono 13mila le guardie mediche, di cui il 45% e' precario, il 60% e' donna e l'eta' media e' sui 50-55 anni (al nord sono piu' giovani, al sud piu' anziani).

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