Milillo (Fimmg) risponde alle critiche: vigileremo sul decreto, ma l’assistenza H24 allenterà la pressione che subiranno i medici di base quando sarà ridimensionata la rete ospedaliera. Bmj: ottima iniziativa

Sindacato | Redazione DottNet | 03/09/2012 15:32

"La medicina generale è pronta ad affrontare la sfida della riorganizzazione dell'area delle cure primarie se il decreto Balduzzi, nella parte che la prevede, non sarà stravolto. E' un'opportunità che non va sprecata e senza la quale tutta la categoria rischia di essere relegata a un ruolo sempre più marginale nel Ssn". E' una parte del messaggio contenuto in una lettera inviata agli iscritti dal segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, che nei giorni scorsi è stato aspramente criticato dallo Smi.

 "Riscontriamo che c'è ancora molta confusione nell'opinione pubblica sulle modifiche che riguardano l'assistenza primaria", sottolinea Milillo, spiegando che il decreto Balduzzi, "affrontando la possibilità di una continuità assistenziale 24 ore su 24, non prevede l'apertura degli studi medici di notte e nei giorni festivi, ma da' il via necessario alla sua riorganizzazione che, lungi dall'aggiungere nuovi carichi di lavoro ai singoli medici, può addirittura decongestionare la forte pressione che oggi devono subire e che domani potrà aumentare sulla base del progressivo ridimensionamento della rete ospedaliera". Secondo il segretario dei medici di medicina generale, in sintesi, "ci troviamo in un momento importante per il futuro della medicina generale, un momento che aspettavamo da molto tempo e che dobbiamo saper cogliere, rimanendo vigili sulle criticità che ci sono ma sostenendo i punti del decreto che aprono prospettive di progresso".

Milillo contro le Regioni. Ma Milillo attacca anche le Regioni e il loro documento: “Non so dare altra spiegazione ai contenuti delle proposte degli assessori regionali – dichiara Giacomo Milillo – se non quella che abbiano messo in atto una provocazione nella eterna lotta di competenze fra Regioni e Governo in materia sanitaria. Un conflitto che, se arriva a concretizzarsi in questi termini, dovrebbe preoccupare tutti,  dal Presidente della Repubblica ai Cittadini, al Governo, ai Parlamentari, ai Partiti e ai Movimenti.” Questo il commento del Segretario Nazionale della FIMMG al documento di contro-proposte di modifica al Decreto sanità, presentato dalla Commissione Salute delle Regioni che riunisce tutti gli assessori alla salute. La FIMMG considera la contro-proposta indecente oltre che  incoerente: un collage composto con i “desiderata” di ciascuna regione, senza un minimo di indirizzo conforme a quegli obiettivi, tante volte sbandierati, di salvaguardia del diritto di scelta del proprio medico di fiducia e di avvicinamento della cura al malato. Altro che cambiamento di progresso, siamo di fronte ad un tentativo di regressione e intanto chi ci andrà di mezzo saranno i pazienti  – aggiunge Milillo – perché se le proposte delle Regioni dovessero passare si otterrebbe solo un’assistenza peggiore”.

Il passaggio alla dipendenza. Con il passaggio alla dipendenza sarebbe progressivamente eliminata la figura del medico di famiglia e il rapporto fiduciario, di fatto l’assistenza ai cittadini verrebbe ad essere spersonalizzata, i cittadini stessi umiliati e posti davanti a due sole possibilità o pagarsi le prestazioni o accettare quel che passa la regione senza neppure troppe spiegazioni. Al medico verrebbero imposti tetti di spesa individuale, cosicché, finite le risorse, all’assistito potrà solo rispondere: “Ho finito i soldi, non posso più curarla, ne riparliamo l’anno prossimo”. Oppure ogni medico dovrà fare “la cresta” sulle esigenze di ogni assistito per poter disporre sempre di una riserva? Come potrà il cittadino fidarsi del consiglio del medico quando saprà che è condizionato in questo modo? Altro che sistema equo, solidale e universalistico garantito per legge. Infine,  la spesa per il personale del SSN aumenterà inesorabilmente, perché il costo medio lordo di un medico dipendente è superiore a quello di un medico convenzionato, a maggior ragione se si considera  il fatto che nel costo della gran parte dei convenzionati sono comprese le spese necessarie a procurarsi tutte le strutture, il personale e gli strumenti necessari ad esercitare l’attività assistenziale.

Le proteste dei pediatri. ''Uno spettacolo indecente quello delle Regioni che pongono le loro condizioni al governo, ai cittadini e ai medici. Prendiamo atto che ci sono ancora soggetti che puntano all'esclusiva gestione delle proprie problematiche, immaginando che tutto il sistema sanitario nazionale possa essere a loro sottomesso''. Lo afferma, in una nota, Giuseppe Mele, presidente nazionale della FIMP, sindacato dei pediatri di libera scelta, a seguito della circolazione delle considerazioni espresse dalla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni in merito alla bozza del 'decretone' Balduzzi. ''Nel loro insieme le considerazioni delle Regioni sembrano esprimere una totale mancanza di visione complessiva - sottolinea Mele - trasformando il documento in un'accozzaglia di preoccupazioni diverse che assomiglia al tentativo di assemblare una babele di interessi diversi, tutti particolari, tutti di scarsa prospettiva e senza forza organica, se non quella di demolire ulteriormente il SSN, che sempre piu' localizzato e parcellizzato si trovera' a fare i conti non con la qualita' delle cure, ma con l'unica preoccupazione dei conti da far quadrare''. La Fimp, e' la conclusione di Mele, ''non indietreggera' rispetto alla linea sino ad ora concordata con gli altri sindacati della medicina convenzionata, con i quali decideremo le azioni da attuare per la salvaguardia del SSN e della professione medica. Inoltre i pediatri italiani confermano la loro fiducia verso l'operato del ministro Balduzzi, che in questo difficile momento politico e strategico della sanita' italiana sembra essere uno dei pochi difensori di una visione rispondente all'art.32 della Costituzione''.

Oculisti, si smantella la sanità. Con il Decreto legge sulla Sanita', secondo Matteo Piovella, presidente della Societa' Oftalmologica Italiana (Soi), ''si vogliono strumentalmente porre le basi per realizzare il tanto agognato 'Medico di Stato''' e ''proseguire nell' opera di smantellamento della medicina'', cosi' che ''i cittadini verranno privati di una delle principali garanzie realizzate nel dopoguerra: il sistema sanitario nazionale''. Un decreto basato, afferma Piovella in un comunicato, su ''decisioni che vengono prese principalmente su base economica da politici improvvisati, da burocrati inadeguati coadiuvati da professionisti non all' altezza dei problemi sul tavolo''. Il presidente Soi critica soprattutto tre punti del decreto: quello sulla 'Responsabilita' professionale' chiedendosi perche' un medico ''che si attiene a linee guida e buone pratiche elaborate dalla comunita' scientifica nazionale e internazionale dovrebbe anche rispondere degli eventuali danni conseguenti''. Quindi il comma sul Fondo per la copertura assicurativa, presumendo che ''aderiranno solo quei professionisti che non riescono a reperire una copertura assicurativa''. Ma ''cosa accadra' - si chiede - se il fondo non reperisce sufficienti risorse? Su chi ricadra' tale incertezza? Il timore e' che la risposta sia: sul medico! Oggi paga 600 Euro, domani 6000''. Infine Piovella critica il punto sull' aggiornamento degli albi dei consulenti tecnici per le discipline specialistiche. Per il presidente della Soi ''non si prevede nulla che possa garantire effettivamente la qualita' dei CTU (consulenti tecnici dei giudici) o dei CTP (quelli dei pazienti). Non basta pensare - precisa - di aggiornarli ogni 5 anni''. Per Piovella, infine, con il decreto ''si inseriscono norme apparentemente di favore ma meramente 'formali', seriamente minate di incostituzionalita''', per ''aumentare il controllo politico ed economico sui medici''.

Mercoledì il Consiglio dei ministri. Alla fine si e' deciso di rinviare al 5 settembre il Consiglio dei ministri, previsto per venerdì scorso, in cui si sarebbe dovuto discutere del 'decretone' sanita'. E' ormai quasi certa la cancellazione della tassa sulle bibite dal 'decretone' sanità che dovrebbe arrivare mercoledi' 5 in Consiglio dei Ministri. La contestatissima norma dovrebbe avere quindi destino segnato, anche se in proposito non e' stata detta ancora l'ultima parola, ma dovrebbero sopravvivere altre misure del pacchetto 'stili di vita'. Lo scorso venerdi' i tecnici del ministro hanno riesaminato riga per riga i 27 articoli dell'ultima bozza che sarebbe ora sostanzialmente asciugata dopo i rilievi degli altri dicasteri e le proposte di modifica arrivate con un primo documento da parte delle regioni. Dalla Salute l'intenzione sarebbe pero' quella di salvaguardare la norma contro le ludopatie, che mette limiti alle presenze delle sale da giochi vicino a scuole e ospedali. Cosi' come potrebbe salvarsi la norma contro la vendita delle sigarette ai minori. E' invece sicuro lo stralcio della norma sul programma nazionale per la non autosufficienza, così come richiesto dalle Regioni, che potrebbe diventare una legge autonoma con la collaborazione delle competenze tipiche del Welfare. La cancellazione della tassa sulle bibite, del resto era stata gia' considerata dallo stesso ministro della Salute Renato Balduzzi, come una perdita non grave: ''abbiamo gia' ottenuto il risultato di sensibilizzare i cittadini su questo tema'' aveva dichiarato.

I medici di base. Nel decreto resta fermo invece il punto centrale che riguarda il lavoro medico,  ''I pazienti - dice Milillo in aggiunta alle sue dichiarazioni - riceveranno dal proprio medico di base un recapito per le emergenze notturne, al quale rispondera' uno medico della squadra di 15-20 medici dell'aggregazione prevista dalla riforma''. La differenza con la guardia medica attuale sara' che quel medico della ''squadra h24'' potra' accedere alle informazioni sanitarie (previa autorizzazione del paziente) che sono in possesso del suo medico di fiducia, potendo cosi' seguire meglio non solo le emergenze ma anche i ricorrenti problemi, ad esempio, dei malati cronici o di chi soffre di particolari malattie. Ma non ci sara' obbligo per ogni medico di lavorare di notte, spettera' al gruppo di camici bianchi organizzarsi in questo senso. Per le Regioni e' intanto prevista gia' una seduta straordinaria monografica sul Decreto Sanità proprio per definire la propria, unitaria posizione sul provvedimento. Le Regioni, infatti, si dovrebbero incontrare (a meno di novita' dell'ultimo momento) martedi' 4 settembre nel caso in cui il provvedimento fosse all'esame del Consiglio dei Ministri di mercoledì 5 settembre.

Il plauso del Bmj. Un servizio sanitario in grado di garantire assistenza medica e pediatrica giorno e notte, sette giorni su sette, fa notizia anche su una rivista scientifica autorevole come il British Journal Medicine (Bmj). Plaude alla riforma dell'assistenza territoriale in Italia che il ministro della Salute Renato Balduzzi punta a introdurre con il Dl che dovrebbe essere esaminato mercoledi' in Consiglio dei ministri. Due gli obiettivi a portata di mano grazie alla riforma: decongestionare in Italia le strutture ospedaliere di primo soccorso, e offrire la possibilita' di accesso alle cure del medico di base senza vincolo di orario, e con una tempistica piu' celere rispetto ai Pronto soccorso, attuale terminal di molte richieste, talvolta improprie da parte dei cittadini assistiti e dei tanti turisti che scelgono l'Italia come meta. Una garanzia che potrebbe persino incentivare e rassicurare i viaggiatori in eta' piu' avanzata. Nell'articolo pubblicato sul sito del Bmj, a firma Michael Day, si plaude in particolare all'articolo che prevede l'apertura 24 ore al giorno degli studi medici previsto da ''un disegno di legge sanitario importante del governo tecnico di Mario Monti che si spera porti alla revisione massiccia del Ssn e del sistema burocratico. Ampliare il campo di applicazione e la disponibilità di cure primarie - osserva il redattore inglese - apre la speranza di alleviare i carichi di lavoro dei reparti di Pronto soccorso ospedalieri, disperatamente oberati di lavoro'' per il fatto di rappresentare la prima porta di accesso alle cure per molti italiani malati. Ora, sulle cure primarie, per i medici dovrebbe arrivare il 'ruolo unico', una nuova struttura di aggregazione territoriale, ovvero reti di studi di medici di medicina generale, al fine di garantire servizi h24. Bmj da' inoltre risalto alle novita' anti-evasione fiscale delineate dal 'decretone': Balduzzi ha segnalato che i pagamenti in contanti per i servizi medici privati forniti al di fuori delle strutture ospedaliere pubbliche saranno fuorilegge. Pagamenti ritracciabili da ora in poi, e quindi consentiti solo tramite carta di credito o operazioni bancarie, al fine di reprimere l'eventuale evasione fiscale da parte della categoria medica. Anche il quotidiano spagnolo El Pais ha dedicato ampio spazio alle novita' del Dl, puntando su quelle volte al contrasto dell'obesita' e delle dipendenze.

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