Istat, più ricoveri in assoluto in metà delle regioni

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 04/09/2012 21:30

Nella meta' delle regioni italiane (di cui 6 al Sud) si fanno piu' ricoveri del dovuto, che sarebbero cioe' evitabili con azioni di prevenzione primaria, mentre nelle regioni meridionali ci sono piu' morti premature (prima dei 75 anni), quelle cioe' che non dovrebbero verificarsi in presenza di cure efficaci e tempestive. Sono alcuni punti che emergono dall'analisi del Centro studi della Fnomceo riguardanti i dati del Rapporto annuale Istat 2012 sui servizi sanitari. Già il rapporto 2011 aveva evidenziato un incremento dei ricoveri.

Circa i ricoveri evitabili, il tasso medio di giornate di degenza standardizzato e' di 95,8 giornate per mille residenti per gli uomini e 42,8 per le donne: 11 regioni hanno valori superiori alla media nazionale. Oltre ai ricoveri evitabili, ci sono anche quelli inappropriati. Nel 2010 il tasso di giornate di degenza per ospedalizzazione potenzialmente inappropriata e' stato di 80,3 giornate per mille residenti per gli uomini e 62,4 per le donne. Puglia, provincia autonoma di Bolzano e Sardegna sono le aree con elevata ospedalizzazione potenzialmente inappropriata, mentre le regioni piu' virtuose sono Piemonte, Toscana e Valle d'Aosta. Circa i tassi di mortalita' evitabile, tutte le regioni meridionali, eccetto la Puglia, hanno valori sopra la media nazionale. Basso il livello di soddisfazione per i servizi ospedalieri (assistenza medica, infermieristica, servizi igienici). Nel 2011 il 39% delle persone si e' dichiarato molto soddisfatto, mentre la soddisfazione per i servizi igienici e' stata del 31%. In tutte le regioni del Nord (tranne la Liguria) la soddisfazione e' piu' elevata della media, al Centro solo in Umbria, mentre al Sud l'insoddisfazione arriva anche a punte dell'80-90% in alcune regioni.

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