Staminali, per Garattini non c’è motivo di fare una terapia che non ha basi

Redazione DottNet | 05/09/2012 20:18

''Non c'e' alcuna ragione per fare una terapia che non ha alcuna base; non andrebbe fatta e peraltro nessuna struttura pubblica la farebbe''. Sul metodo Stamina e' tranchant Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano, e neo presidente del Comitato scientifico del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), nel lamentare ''l'intreccio di troppe autorita'. Non e' possibile che da un lato ci siano autorita' che fermano l'accesso ad una cura non sperimentata, ipotizzando persino la truffa, mentre altre autorita' pubbliche danno via libera all'accesso alla terapia in due singoli casi''.

Inoltre, osserva Giuseppe Novelli, illustre genetista e preside della facolta' di Medicina dell'universita' Tor Vergata, a Roma ''non ci puo' essere un farmaco adatto a ogni malattia. I tre bambini Smeralda, Celeste e Daniele, sono affetti da malattie completamente diverse, dall'atrofia per sma (atrofia muscolare spinale) al morbo di Niemann Pick. E non e' stata scoperta una cura adatta per tutte le patologie gravi. Il problema non e' pertanto nell'accesso o meno alla cura, ma nel fatto che un Paese occidentale e moderno non puo' accettare una terapia non sperimentata''. L'accesso alla cura con metodo Stamina consentito di fatto oggi a due bambini si' e a uno no ''accade - ha commentato l'esperto genetista - quando le decisioni vengono prese dai magistrati. Di fatto si tratta di una 'cura compassionevole' che non si puo' accreditare sulla base di osservazioni soggettive in mancanza di dati oggettivi. Ci potranno anche essere sensazioni di miglioramento, ma da qui a dire che si va a curare il cervello o i motoneuroni ce ne vuole. Non c'e' esperienza al mondo - ha sottolineato Novelli - sulla efficacia delle staminali sull'uomo''. Peraltro, ha osservato ancora il genetista, ''e' facile dire che il metodo Stamina non e' pubblicato perche' sotto brevetto. Quando problemi enormi hanno creato cure che in qualche caso hanno fatto sentire un po' meglio alcuni pazienti, senza follow up; basti pensare ai trapianti di Chang, al proliferare di cure non sperimentate negli Usa, e allo stesso precedente in Italia del metodo Di Bella. L'Aifa ispeziona con metodi riconosciuti a livello internazionale, e l'Ema ha stabilito in materia regole rigidissime. Diamo credito al metodo scientifico''.

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