Ginecologi cattolici, sentenza Ue sulla procreazione va contro la dignità umana

Redazione DottNet | 06/09/2012 18:12

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"Tocchiamo con mano come in poco piu' di 60 anni ciò che e' stato considerato un crimine contro l'umanita' , la selezione eugenetica voluta da Hitler, per i giudici di una sezione della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e' divenuto un diritto tanto importante da condannare lo Stato Italiano a risarcire la coppia che non l'ha potuto esercitare".

E' quanto afferma il consiglio direttivo dell'Aigoc, Associazione italiana ginecologi ed ostetrici cattolici, commentando la sentenza con la quale la Corte di Strasburgo ha ritenuto il divieto di diagnosi genetica preimpianto sull'embrione prodotto in vitro contenuto nella legge 40 contrario all'articolo 8 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. "Questa sentenza se fosse confermata- sottolinea il direttivo dell'Aigoc - negherebbe per motivi prevalentemente ideologici ed economici la dignita' umana ai concepiti,riconoscendo a una coppia il diritto di richiedere ed avere figli sani, o meglio non affetti della malattia genetica di cui sono portatori i genitori". "Nel caso esaminato- conclude l'associazione italiana ginecologi ed ostetrici cattolici- la coppia che ha fatto ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo senza prima rivolgersi ai giudici italiani non ha diritto ad essere sottoposta a fecondazione in vitro, perche' la legge 40 non lo consente in quanto non e' affetta da sterilita' o infertilita'".

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