Mercoledì il primo incontro per il tavolo sulla farmaceutica. Alla riunione parteciperà l’intera filiera del farmaco. Scaccabarozzi: ad agosto è calato il fatturato

Aziende | Redazione DottNet | 08/09/2012 16:55

Si svolgerà il prossimo 12 settembre, nella sede del ministero dello Sviluppo Economico, il primo incontro del tavolo sulla farmaceutica tra il ministero e Farmindustria. Lo spiega il presidente dell'associazione che rappresenta l'industria del settore, Massimo Scaccabarozzi. Al tavolo dovrebbe prendere parte l'intera filiera del farmaco.

Dopo appena venti giorni dall'entrata in vigore delle nuove norme sulla prescrizione dei farmaci, contenute nel decreto legge sulla spending review, le industrie farmaceutiche registrano un calo del 10% dei prodotti di marca rispetto allo stesso periodo del 2011. A rendere noti i primi dati e' Massimo Scaccabarozzi "molto preoccupato" per l'introduzione di una norma giudicata assolutamente "iniqua". Da quando e' passata la norma che obbliga i medici di indicare sulla ricetta il nome del solo principio attivo anziche' quello commerciale (salvo casi specifici), spiega in proposito Scaccabarozzi, "abbiamo avuto una riduzione del 10% del fatturato dei principali prodotti di marca rispetto ad agosto 2011". Certo, venti giorni "sono ancora pochi per avere un quadro chiaro della situazione, prosegue, "ma devo dire che siamo molto preoccupati e che se il trend continuera' ad essere questo allora non potranno che esserci pesanti ripercussioni occupazionali, come avevamo piu' volte paventato in passato". Ma quello che fa piu' rabbia, aggiunge il presidente di Farmindustria, e' che "questa norma oltre non a non essere corretta non fa risparmiare neanche un centesimo allo Stato, mentre rischia di portare con se costi sociali importanti". In tal senso Scaccabarozzi evidenzia come l'intenzione dell'associazione sara' quella di "chiedere con forza e al piu' presto la revisione della norma". “Anche l'Ugl Chimici sarà presente alla prima riunione del tavolo di politica industriale sul settore farmaceutico insieme ai rappresentanti di tutta la filiera, per avviare un confronto che porti ad individuare soluzioni condivise alla crisi sempre più grave che attanaglia il comparto''. Lo rende noto il segretario nazionale dell'Ugl Chimici, Luigi Ulgiati, che parteciperà alla riunione presieduta dal ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, insieme ad Eliseo Fiorin, delegato della segreteria nazionale Ugl Chimici. Per Ulgiati: ''il delicato momento che attraversa il settore, le fasi di riorganizzazione che hanno coinvolto l'industria farmaceutica con conseguenze pesantissime su migliaia di lavoratori in questi ultimi anni e le recenti novità normative sui farmaci introdotte dal Governo impongono una seria riflessione su quello che potrà essere il futuro del comparto in Italia. E' necessaria e urgente - aggiunge il sindacalista - una pianificazione attenta di misure che aiutino davvero il rilancio dell'intero settore, evitando la perdita di uno dei migliori asset della nostra industria nazionale''. L'industria farmaceutica, dopo che l'ultima manovra aveva già fatto pesare sul settore il 40% della riduzione del Fondo sanitario nazionale, ha criticato fortemente diversi punti della bozza del nuovo decreto che penalizzerebbero le aziende che hanno investito in ricerca ed i loro prodotti, nonché l'ipotesi di "sconfezionamento" dei farmaci da parte di attori del sistema sanitario diversi da quelli della tradizionale filiera farmaceutica. Senza qui entrare negli aspetti tecnici delle argomentazioni sollevate dalle associazioni di categoria interessate, ciò che preme qui rilevare è che i settori economici di cui si parla e che verrebbero colpiti dalle nuove modifiche normative sono estremamente importanti per l'economia nazionale e che essi si caratterizzano anche per una rilevante quota di investimenti esteri. L'Italia è il secondo paese manifatturiero in Europa nel settore farmaceutico con 25 miliardi di euro annui di produzione, il 61% della quale viene esportato, con 2,4 miliardi di investimenti, 65.000 dipendenti e 6.000 ricercatori.

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