Dalle farmacie ospedaliere confezioni personalizzate per i pazienti. Ma la distribuzione diretta costa di più

Redazione DottNet | 11/09/2012 15:34

Le farmacie ospedaliere potranno allestire, attraverso operazioni di ripartizione del quantitativo di un medicinale in commercio, dosaggi da utilizzare all'interno degli ospedali o da consegnare ai pazienti per un uso domiciliare sotto il controllo della struttura pubblica. E' quanto prevede l'articolo 11 della bozza del ''decretone'' Balduzzi sulla sanita' che il Consiglio dei ministri ha discusso nei giorni scorso come ampiamente anticipato dalla nostra newsleter.

 La norma e' diretta a consentire forme di sperimentazione per l'allestimento di confezioni personalizzate destinate agli assistiti in trattamento presso strutture ospedaliere e residenziali, al fine di eliminare inutili sprechi di prodotti medicinali o consumi impropri. Deve in ogni caso essere assicurato il rispetto delle norme di buona fabbricazione.

Indagine Federfarma. La distribuzione diretta dei farmaci da parte di Asl e ospedali costa al Servizio sanitario (tra personale e gestione delle varie fasi operative) circa il 30% in piu' rispetto alla distribuzione in farmacia. E' quanto emerge dalla ricerca ''Distribuzione dei farmaci: un caso di spending review. Le potenzialita' di miglioramento di una logica di rete'', realizzata dalla Fondazione Cref (Centro ricerche economia e formazione) e presentata questa mattina al Senato insieme a Federfarma. L'indagine ha puntato a stimare i costi effettivi della distribuzione diretta dei medicinali da parte delle strutture pubbliche, esaminando i dati forniti da una Asl della Regione Friuli-Venezia Giulia per il 2010. Analizzando tutte le strutture della Asl coinvolte nella distribuzione diretta (farmacia ospedaliera, distretto, dipartimento, dipendenze...) e le attivita' svolte da ogni struttura e' stato possibile quantificare i costi di personale e di gestione delle varie fasi operative (acquisto, distribuzione, amministrazione, gestione magazzino). Questi costi, si legge nell'indagine, sono risultati essere pari a circa il 30% della spesa sostenuta dalla Asl per l'acquisto dei farmaci. Mediamente il costo della distribuzione di una singola confezione e' stato di 20 euro (da aggiungere al costo di acquisto della confezione stessa). La ricerca, spiega Andrea Garlatti, ordinario di economia aziendale all'Universita' di Udine, e' nata dalla ''collaborazione tra farmacie e Asl per analizzare in modo trasparente e accurato cosa succede davvero nella distribuzione del farmaco'' e ''ha fatto emergere grossi margini di miglioramento'', 'smontando' la premessa da cui e' nata la via della distribuzione diretta, che era proprio quella di consentire risparmi. Questa ricerca, ha commentato il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ''fa emergere con assoluta chiarezza come la distribuzione diretta dei farmaci abbia dei costi aggiuntivi rispetto al puro e semplice costo di acquisto'' fino ad ora ''sottovalutati. La loro quantificazione permette, invece, di valutare l'effettivo impatto economico della distruzione diretta e di dimostrare come la distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie costituisca per le Regioni e per il Servizio sanitario nazionale un'opportunita' di risparmio e razionalizzazione e avvantaggi i cittadini grazie a un piu' agevole accesso al farmaco''.

Gli errori. ''Le Asl di molte regioni spesso fanno delle consegne massicce di farmaci, fino a sei mesi, si rasenta l'abbandono terapeutico, una scelta che si risolve in sprechi e grossi errori di terapia perche' le consegne non sempre avvengono da mani professionali, ma magari da addetti tecnici, personale non specializzato''. Lo afferma il presidente della commissione Sanita' del Senato, Antonio Tomassini. ''La spesa territoriale per il farmaco - ha precisato il senatore del Pdl - diminuisce ed e' sempre sotto controllo. La distribuzione diretta, invece, ha superato ogni limite rispetto al tetto prefissato, passando da 2 miliardi a circa 5 miliardi''. E' un settore, insomma, che ''presenta un improprio spreco di denaro attraverso vari rivoli: di logistica, di distribuzione fatta attraverso mani non professionali, di dispensazione limitata solo in alcuni orari''. Per il Pdl, come ha spiegato anche il presidente della commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, in farmacia, invece che in distribuzione diretta, andrebbero portati anche ''i farmaci innovativi''.

Clicca qui per iscriverti al Gruppo

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato