Pagamenti: pensioni tracciate e niente più contanti sopra i 1000 euro

Gianni Pacelli | 11/09/2012 09:41

enpam previdenza professione

(Inps, 28 giugno 2012, messaggio n.108885)

Il messaggio n. 10885 del 28 giugno 2012, in relazione alle norme sul pagamento in contanti delle pensioni di importo superiore a mille euro previste dalla legge 214/2011, descrive le modifiche introdotte in materia dalla legge n.44 del 26/4/2012 (legge di conversione del DL n.16 del 2/3/2012).

Nell’eventualità che i beneficiari di trattamenti pensionistici di importo superiore a mille euro non abbiano indicato, entro il termine previsto del 30 giugno 2012, una modalità alternativa alla riscossione allo sportello, in quanto impossibilitati per gravi motivi di salute o provvedimenti restrittivi a recarsi personalmente presso gli uffici bancari o postali, i soggetti delegati alla riscossione possono, in deroga alle norme vigenti, chiedere l’apertura di un conto corrente o di un libretto di risparmio postale intestato al beneficiario.

La legge 44/2012, inoltre, prevede anche una fase transitoria di tre mesi a partire dal 1° luglio, durante la quale l’Istituto deve continuare a disporre i pagamenti mensili in attesa che il pensionato effettui la scelta delle modalità alternative alla riscossione in contanti: i pagamenti disposti saranno sospesi da Poste Italiane o dalle Banche, che verseranno le somme in un conto di servizio transitorio, per trasferirle poi, senza oneri per il beneficiario, sul conto corrente o libretto aperto dal pensionato. In caso contrario, le somme accantonate saranno restituite all’Inps una volta decorso il termine del 30 settembre 2012.

Entra ufficialmente in vigore la parte finanziaria del decreto “Salva Italia”: per i pensionati ritardatari c’è tempo fino al 30 settembre per indicare il canale preferito.

La parte finanziaria del decreto “Salva Italia” vale per tutti, pubblici e privati, nell’ottica della trasparenza, della lotta all’evasione e della totale tracciabilità dei documenti. Nessun pagamento per valori pari o superiori a 1.000 euro in contanti o con assegno non intestato o non recante la clausola ‘non trasferibile’ potrà più essere effettuato senza avvalersi di intermediari finanziari abilitati, come banche o poste. La regola vale anche per stipendi e pensioni delle Pubbliche amministrazioni. Ma vale anche per qualsiasi acquisto: computer, viaggio, passeggino. Nulla potrà più passare dal cash.

In realtà il divieto sarebbe dovuto già entrare in vigore lo scorso marzo, prima del rinvio dovuto ad una postilla nel decreto semplificazioni che ne ha spostato la linea al 1 luglio: la stragrande maggioranza dei 430 mila pensionati interessati alla nuova regola, avvisati per tempo, hanno già indicato al proprio Istituto di Previdenza il canale “tracciabile” per l’accredito, scelto tra conto corrente, libretto postale o strumenti telematici di pagamento (carta prepagata compresa).

Il problema non riguarda le pensioni Enpam, per le quali già da tempo l’unica modalità di pagamento consentita è il bonifico bancario o postale.