Medico di base, al via i corsi per la medicina ambientale

Redazione DottNet | 13/09/2012 18:43

Uno specialista che agisce come un detective per scovare i fattori che sono alla base delle malattie respiratorie, delle allergie della pelle e persino di alcuni tipi di tumore, analizzando però il paziente nella sua totalità. Capace quindi di indagare le abitudini di vita, l’ambiente domestico e lavorativo in cui si muove il paziente. A formare questo esperto è la nuova Associazione italiana di medicina ambientale e salute (Assimas) presieduta da Antonio Maria Pasciuto, unico membro italiano del Consiglio direttivo di Europeam, l'Accademia europea di medicina ambientale.

 L'obiettivo dell' Assimas è informare il pubblico e i cittadini sui rischi legati all’uso di certe sostanze invisibili presenti a livello indoor e outdoor e fornire ai medici strumenti e conoscenze concrete per effettuare diagnosi e percorsi terapeutici che tengano finalmente conto del fattore ambiente. In autunno partiranno i primi corsi: il 27 ottobre a Milano e il 10 novembre a Roma. I seminari dell'Assimas, dedicati a specialisti e medici di famiglia, vogliono approfondire e sviluppare le competenze in medicina ambientale clinica. Il corso post-lauream partirà invece a gennaio 2013. "Lo specialista - riporta il comunicato Assimas - potrà contribuire in modo significativo ad aggiungere il pezzo mancante a quel quadro complessivo che, per ognuno di noi, fa la differenza tra salute e malattia. Un percorso importante e significativo - precisa la nota - per estendere ed arricchire le capacità cliniche di ogni medico, che sia di famiglia o specialista in un campo ben preciso". Secondo Assiamas "tra le patologie emergenti di origine ambientale si trovano la sindrome da stanchezza cronica, la sensibilità chimica multipla, la fibromialgia. Ma anche molte patologie croniche, tra cui l’asma bronchiale, le allergie, molte malattie dermatologiche, hanno alla base del loro svilupparsi fattori ambientali. Questi vanno ricercati - conclude il comunicato - non solo nell’inquinamento atmosferico, ma anche cercando tra i diserbanti, i metalli pesanti, l’elettrosmog, gli insetticidi, le muffe e persino tra le nanoparticelle

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