La Cgil prepara una controproposta sulle medicina H24: sarà presentata alla Camera il 20 settembre. Lamonica: il decreto è un bluff, Snami attacca la norma

Medicina Generale | Redazione DottNet | 14/09/2012 10:28

"Sulla medicina territoriale h24 il bluff è clamoroso: il decreto non cambia le norme già esistenti e anzi prefigura un disimpegno del servizio pubblico mentre il ministro Balduzzi annuncia una riforma del Servizio sanitario nazionale che non c'è". E' quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, in merito al decreto Balduzzi emanato dal presidente della Repubblica.

Per la dirigente sindacale "è assolutamente necessaria una riforma del servizio sanitario e per questo la Cgil presenterà il prossimo 20 settembre una proposta per attuare, davvero e senza trucchi, l'assistenza territoriale sociosanitaria h24, rivolgendosi ai parlamentari per modificare il decreto", conclude Lamonica. L'esame del decreto sanità, che ieri è stato firmato dal presidente della Repubblica, comincerà dalla Camera. La commissione Affari sociali, cui dovrebbe essere assegnato, è pronta per cominciare l'esame già la prossima settimana, tra martedì e mercoledì, e il relatore del provvedimento con ogni probabilità sarà il capogruppo Pdl in commissione Lucio Barani.

Snami attacca. Angelo Testa, Presidente Nazionale dello Snami "Non so se ci sia una regia occulta nel disegno di delegittimazione del sistema sanitario nazionale, processo che certamente è in essere. Nella stragrande maggioranza, stampa, politica, regioni e sindacati denunciano le stesse criticità da noi gridate ai quattro venti, di metodo cioè nessun confronto e di sostanza, cioè non ci sono soldi. Che poi un altro Sindacato, plauda con soddisfazione al decreto non ci importa e siamo fieri di essere su posizioni opposte. Comunque non rappresenta tutti i medici italiani, anzi tenendo conto degli altri sindacati e dei non sindacalizzati non li rappresenta affatto neanche numericamente". "La sanità non potrà mai essere, per noi dello Snami - incalza Testa -, tema che necessita di decretazione legge d'urgenza ma ha estremo bisogno di confronto. Il Ministro e qualche suo consigliori non si sono accorti che la continuità dell'assistenza 24 ore su 24 è già normata per convenzione e di fatto esiste già con la copertura della guardia medica dei notturni, prefestivi e festivi." "L'inattuazione nella gran parte d'Italia dei gruppi e delle forme di rete tra medici - continua Testa -, dipende dal fatto che le regioni hanno contratto i fondi per questioni di bilancio e “concedono” questi istituti ad una percentuale molto bassa dei medici che ne fanno richiesta. Per citarne una per tutte, la Sardegna, in cui viene soddisfatta solo al 24 % la richiesta dei medici  per la rete e al 23 % per il gruppo. Oppure dobbiamo supportare il rosso delle regioni con i nostri magri guadagni pagando di tasca i soldi per strutture, attrezzature, corsi di formazione e ristrutturazione del compenso?".  "Non dimentichiamoci che il nostro sistema sanitario nazionale, uno dei migliori al mondo, spende in assoluto meno per la sanità di tutti gli altri paesi avanzati - commenta il leader dello Snami -. Occorre ribadire che ci sono stati tagli lineari in sanità e sino ai prossimi anni dovremo fare i conti con circa 20 miliardi di euro in meno tolti al fondo sanitario nazionale. E' ora di smetterla di dare le colpe al territorio per le disfunzioni del pronto soccorso. Il problema è la corsia preferenziale gratis, la programmazione sbagliata e i tagli indiscriminati che hanno di fatto sottodimensionato i pronto soccorso che continuano a funzionare  grazie all'impegno costante dei colleghi che vi operano"." Come Snami vogliamo guardare responsabilmente al futuro e al cambiamento ma siamo abbastanza adulti per continuare a sentire le favole che le regioni con la revisione della spesa avranno le risorse da investire nel territorio - conclude Testa -. Pronti al confronto sui miglioramenti, alla concertazione su come promuovere la prevenzione e i corretti stili di vita. No alle bugie ai cittadini e alla delegittimazione del SSN in corso perché la risposta alle disfunzioni, che non dipendono dei Medici, sia il “buttarsi” nel privato e nelle assicurazioni sanitarie". 

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