Il test di gravidanza frena le vendite di Ellaone, la pillola dei cinque giorni dopo. Protestano Smic e Sigo

Ginecologia | Redazione DottNet | 18/09/2012 13:44

Partenza a ostacoli, in Italia, per la pillola dei 5 giorni dopo (Ellaone): a circa sei mesi dal suo arrivo nelle farmacie, lo scorso aprile, infatti, ne sono state vendute 'solo' 4.500 confezioni, contro le 13.000 vendute in Germania. E la ragione, affermano i ginecologi, va ricercata nell'obbligatorietà del test di gravidanza preventivo, indicazione richiesta solo in Italia. Come è noto Ellaone è tre volte più efficace se assunta nelle prime 72 ore e che la contraccezione d'emergenza deve essere "d'emergenza", appunto, e non può essere fermata da un test, dicono gli specialisti.

I dati sulle vendite arrivano da un'indagine condotta dalla Società Medica Italiana per la Contraccezione (SMIC) su 200 specialisti sul territorio nazionale: ben 7 ginecologi su 10 non prescrivano Ellaone proprio a causa dell'obbligatorietà del test. Il farmaco, oltre all'obbligo di ricetta medica non ripetibile, prevede infatti (unico caso al mondo) anche l'obbligo per la donna di effettuare un test di gravidanza delle urine prima della prescrizione e il contestuale obbligo per il medico di verificarne l'esito prima di prescrivere il farmaco. Si tratta di ''un'anomalia tutta italiana - afferma il presidente Smic Emilio Arisi - che sta penalizzando in primis le donne, che devono sottoporsi a un test spesso non necessario''. Il test complica dunque l'iter di prescrizione, tanto che la Smic stima che in Italia siano state vendute circa 5mila confezioni in meno di EllaOne rispetto alla domanda "reale" di questo farmaco. Tanto più, rilevano gli esperti, che il test è richiesto solo da noi e se in Germania, come in Italia, questa pillola è oggetto di prescrizione medica, in altri Paesi europei (dalla Francia alla Spagna) è invece già da tempo venduta come farmaco da banco. Un'anomalia, sottolinea anche il presidente della Società italiana di ginecologia (Sigo) Nicola Surico, ''che va eliminata, e per questo rinnoveremo la nostra richiesta in tal senso all'Agenzia italiana del farmaco Aifa''. Di certo, la pillola dei 5 giorni dopo resta ben lontana dai volumi di vendita registrati per l'altra forma di contraccezione d'emergenza, la pillola del giorno dopo: sono 357.800 le confezioni di quest'ultimo farmaco vendute nel 2011 (+4% rispetto al 2010), con un picco nel mese di agosto 2011 con 34.000 confezioni vendute. Le difficoltà di prescrizione - oltre alle polemiche che hanno accompagnato l'entrata in commercio di Ellaone, che secondo il fronte cattolico sarebbe invece ''potenzialmente abortiva'' - hanno dunque messo un freno alle vendite del nuovo farmaco. Anche se il nodo, commenta Surico, ''resta, più in generale, la necessità in Italia di una maggiore educazione alla contraccezione responsabile, dal momento che il nostro Paese continua a registrare uno dei dati più bassi per utilizzo della pillola contraccettivo: il 17% circa contro, ad esempio, il 70% di Germania e Francia''.Ellaone è un farmaco anticoncezionale a base di ulipristal acetato che può essere assunto fino a 5 giorni dopo il rapporto a rischio e, secondo recenti studi, non perde di efficacia per tutto il tempo in cui può essere somministrato. In Italia Ellaone, questo il nome commerciale, è in vendita dallo scorso aprile inserita tra i farmaci di fascia C, con ricetta ma a carico dell'utente, e può essere prescritta solo in presenza di un test di gravidanza negativo.

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