Il Veneto sperimenta la gestione diretta dei sinistri di responsabilità civile in ambito sanitario

Redazione DottNet | 18/09/2012 19:53

Con un'apposita delibera approvata dalla Giunta nella seduta di ieri, la Regione Veneto ha introdotto un modello di gestione diretta dei sinistri di responsabilità civile verso terzi in ambito sanitario, chiudendo la vicenda che si era trascinata a lungo dopo la rescissione del contratto da parte della ditta che aveva vinto la gara d'appalto. Il problema della malasanità coinvolge tantissimi medici italiani. La principale novità del modello, che mantiene a 500.000 euro la franchigia sotto la quale opera l'autoassicurazione da parte delle stesse Ulss e che potrebbe essere esportato verso altre regioni, è la possibilità delle stesse di gestire direttamente le eventuali transazioni.

Se prima la gara era gestita a livello regionale, ora il Veneto è stato diviso in cinque macroaree (Venezia, Padova, Vicenza, Verona e Treviso), avviando da Padova, che e' stata autorizzata a tal fine a partire con il modello dal primo gennaio 2013, la sperimentazione della possibilita' di rinegoziare il contratto in essere con la propria assicurazione. La delibera, inoltre, dispone che anche le altre quattro Ulss di riferimento delle macroaree potranno dare il via alla sperimentazione senza necessita' di ricorrere alla Giunta, ma con semplice autorizzazione del segretario regionale.''Personalmente - ha commentato il presidente, Luca Zaia - ritengo che si possa accarezzare l'idea dell'autoassicurazione, che e' uno dei fronti su cui stiamo lavorando, attraverso la costituzione di un apposito fondo. Basta pensare infatti che, a fronte di premi per 76 milioni annui, i sinistri liquidati ogni anno ammontano a venti-venticinque milioni''. ''Il nuovo sistema - ha aggiunto il segretario Domenico Mantoan - ci dovrebbe permettere, a regime, un risparmio di venticinque milioni, con un vantaggio ulteriore per il cittadino e per il medico: la certezza del pagamento dei danni, senza possibili rivalse. Dobbiamo considerare anche che la media degli ultimi cinque-sei anni parla di un rimborso medio, a chiusura del contenzioso, di 25.000 euro nel 95 per cento dei casi''.

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