Biopsie in 3D consentiranno diagnosi più precise per i tumori alla prostata

Urologia | Redazione DottNet | 22/09/2012 17:33

Biopsie in 3D permetteranno diagnosi puntuali e piu' accurate consentendo di curare meglio il tumore della prostata. Si tratta di un importante passo avanti, annunciato al convegno dell'Associazione urologi italiani (Auro) in corso a Genova, nella cura di quello che in Italia e' il piu' frequente tra i tumori maschili. Un uomo su sei di eta' superiore ai 50 anni e' infatti a rischio di questo tipo di tumore e ogni anno sono circa 43 mila i nuovi casi. Un numero che e' destinato ad aumentare nei prossimi anni, con una stima di 50.000 nuovi casi all'anno nel 2030.

 ''E' quindi sempre piu' importante - afferma Giario Conti, presidente di Auro e primario della Divisione di Urologia presso l'Ospedale Sant'Anna di Como - eseguire diagnosi precise che consentano di trattare il tumore nel modo più corretto''. ''Esistono, infatti, tumori della prostata con comportamenti molto diversi tra loro - spiega Conti - alcuni sono particolarmente aggressivi e necessitano di un trattamento molto tempestivo; tuttavia oggi sono diagnosticati anche molti tumori piccoli e non aggressivi, che potrebbero non svilupparsi clinicamente nell'arco di vita del paziente e quindi non richiedere una terapia curativa specifica''. Ecco quindi, per una migliore diagnosi, l'importanza delle biopsie tridimensionali. La nuova tecnica lavora in tre dimensioni con la possibilita' di simulare il tragitto della biopsia e di modificarlo all'occorrenza, registrandone ogni singolo step. La zona segnalata come la piu' sospetta compare come bersaglio, in modo da indirizzare verso il punto preciso da esaminare senza colpire altre zone. Differentemente rispetto a quanto e' avvenuto fino ad oggi con l'uso dell'ecografia, che fornisce una localizzazione della biopsia solo in due dimensioni, con questa nuova tecnica sara' possibile registrare quindi una mappa tridimensionale delle biopsie eseguite, che permettera' di ricostruire con precisione la localizzazione e il volume del tumore. Questi dati, assieme al grado di malignita' del tumore, secondo gli esperti contribuiranno in maniera decisiva a stabilire la categoria di rischio a cui il paziente e' esposto. Tutto cio' consentira' l'indicazione di cure ''su misura'', per ottenere il trattamento piu' adatto con i minori effetti collaterali possibili.

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