I sindacati al Parlamento: Milillo, H24 anche senza risorse. Cambiano i criteri per la nomina degli ex-primari. Fiaso, l’articolo sulla continuità demanda tutto al rinnovo del contratto degli Mmg

Redazione DottNet | 25/09/2012 20:36

La riforma dell'h24 per le cure primarie ''può partire anche a costo zero'' anche se ''non si può fare tutto senza risorse''. Lo sottolinea, al termine dell'audizione in commissione Affari sociali della Camera Giacomo Milillo, segretario della Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) che insieme alla Societa' italiana dei medici di famiglia (Simg) e alla federazione dei pediatri, ha presentato ai deputati un documento unitario con alcune richieste di ''piccole precisazioni'', promuovendo comunque il decreto nel suo complesso.

E' importante, spiega Milillo, intanto ''incominciare'', partendo dal presupposto che l'h24 di fatto c'e' gia' perche' ''i cittadini possono contare sul medico di famiglia di giorno e sulla guardia medica di notte e nei festivi''. Il problema ''e' che questi due settori lavorano separati'' e ''garantiscono solo una copertura oraria'' e non ''davvero la continuita' dell'assistenza''. L'obiettivo quindi deve essere quello di ''superare le strutture parallele dei medici di medicina generale e di guardia medica'' andando verso ''il ruolo unico del medico''. Si tratta di iniziare collegando 'in rete' i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, la guardia medica, e gli specialisti ambulatoriali, mettendo in piedi una sorta di organizzazione ''liquida'' in cui i camici bianchi devono essere ''flessibili''. La logica, aggiunge, ''deve essere quella di rispondere alla maggior parte dei bisogni 'vicino' al paziente'' non di costruire ''altri ospedali sottoforma di maxi-ambulatori attrezzati'' per i quali, peraltro, ''servirebbero risorse, che al momento non ci sono. Nel 2006 - ricorda - si era stimato in 1,5 miliardi l'anno il costo per la realizzazione effettiva della macchina h24''. Le Regioni, aggiunge, ''fino ad ora hanno fatto resistenza ma sono ottimista nella possibilita' di aprire un vero dialogo in cui siano ascoltate le proposte nel merito'' ma ''senza tornare indietro. Il decreto, spiega anche Roberto Lala, segretario del sindacato degli specialisti ambulatoriali (Sumai), ha il merito di ''creare i presupposti giuridici'' per una nuova attivita' che di fatto ha gia' trovato spazio negli accordi di categoria. Per questo, aggiunge Giuseppe Mele, presidente della federazione dei pediatri (Fimp), ''chiediamo che parta subito dopo la conversione in legge del decreto un tavolo che declini in un accordo collettivo nazionale i principi contenuti nel decreto'', per il momento senza chiedere ''altre risorse''.

Ex primari.Per le nomine dei direttori di struttura complessa (gli ex primari) si cambia ancora. Al termine del primo ciclo di audizioni sul decreto sanita' il relatore, Lucio Barani, si dice infatti favorevole ad accogliere la proposta arrivata da piu' interlocutori, di far presiedere la commissione esterna che deve selezionare i candidati dal direttore sanitario. Commissione che dovra' stilare una graduatoria da cui sara' scelto il primo (e non piu' una terna all'interno della quale la parola finale spettava al direttore generale). La modifica ai criteri di nomina dovrebbe tradursi in un emendamento al testo, e terra' fermi i criteri di trasparenza e pubblicita' dei posti messi a concorso e dei curricula degli aspiranti primari. La commissione esterna, cosi' come specificato nel passaggio del decreto in consiglio dei ministri, e' composta da tre direttori di struttura complessa della stessa disciplina dell'incarico da conferire, e individuata a sorteggio da un elenco nazionale. Nel testo attuale la commissione deve presentare al direttore generale una terna di candidati idonei formata sulla base dei migliori punteggi attribuiti. Il dg procede poi alla nomina nell'ambito della terna e deve motivare la sua scelta qualora non ricada sul candidato col punteggio migliore. Con la proposta di modifica, invece, il direttore generale non ha piu' voce in capitolo sulla scelta dei primari, 'supervisionata' direttamente dal direttore sanitario.''E' una buona notizia se sara' il risultato finale'' quella ipotizzata in commissione Affari sociali della Camera di cambiare le regole per le nomine dei primari, che dovrebbe andare per graduatoria, stilata da una commissione presieduta dal direttore sanitario, perche' cosi' ''si mette la parola fine a discrezionalita' del direttore generale''. Lo afferma il segretario della Cgil Medici, Massimo Cozza, che proprio oggi nel corso delle audizioni in commissione aveva chiesto con forza di valutare queste modifiche. ''Rispettare la graduatoria - spiega - significa far vincere il piu' bravo a tutela della qualita' dell'assistenza per i cittadini e della professionalita' dei medici senza delegare piu' la scelta al direttore generale, nominato dalla politica regionale, che in gran parte dei casi non ha le competenze cliniche per scegliere in maniera appropriata''. Come fa, si chiede Cozza, ''un ingegnere o un avvocato a giudicare il chirurgo piu' bravo?''. La presidenza al direttore sanitario, peralto, ''garantisce giustamente anche la logica aziendale e quindi non c'e' piu' ragione plausibile'' per delegare la scelta ''al direttore generale, anche se all'interno di una terna''. ''Mi auguro - conclude - che questa posizione venga confermata e che le logiche di spartizione partitica non rientrino dalla finestra nell'iter di conversione del decreto''.

Fiaso sulla continuità assistenziale.  ''L'Articolo 1 sulla continuita' assistenziale rischia di bloccare anche le sperimentazioni in atto''. Lo afferma Giovanni Monchiero, presidente della Fiaso, la federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, che ha proposto, nel corso dell'audizione in commissione Affari sociali sul decreto Balduzzi, ''di trasformare l'articolo in una delega al governo per riordinare il settore rispettando le prerogative di Regioni e Aziende''. ''Non si puo' che condividere - precisa Monchiero - lo spirito dell'articolo 1 che vorrebbe garantire la continuita' assistenziale sul territorio, che sia pure in via sperimentale e a macchia di leopardo Regioni e Asl stanno da tempo cercando di conseguire nonostante le ben note ristrettezze di bilancio''. Ma la norma cosi' come e' scritta, osserva, ''demanda tutto ai rinnovi contrattuali dei medici di famiglia, ossia a non prima del 2015, mentre riconosce da subito un diritto di veto ai sindacati di categoria che potrebbe di fatto bloccare le sperimentazioni gia' in atto''. In piu' manca ''qualsiasi previsione di copertura economica degli ulteriori compiti che la futura convenzione dei medici di famiglia dovrebbe assegnare per garantire l'attivita' assistenziale 24h, 7 giorni su 7''. Su rischio clinico e assicurazioni Monchiero sottolinea che ''Fiaso ritiene indispensabile ripristinare la formulazione originaria della norma, che escludeva la responsabilita' in caso di colpa lieve nei casi di aderenza del medico ai protocolli diagnostico-terapeutici''. Quanto alle nomine dei direttori di struttura complessa (gli ex primari) la Federazione ritiene invece ''contradditorio'' il testo del decreto, ritenendo ''impossibile mantenere contemporaneamente vigenti un sistema di nomina basato su una terna proposta da una commissione ad hoc e uno fondato sulla definizione di una graduatoria dei partecipanti''. Meglio ''la metodologia della terna, piu' coerente con gli obiettivi istituzionali ed i principi aziendali''.

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